Macomer, scuole ancora chiuse

Emergenza Covid, il sindaco ha deciso di posticipare la ripresa delle lezioni di un’altra settimana

MACOMER. A Macomer i portoni delle scuole di ogni ordine e grado rimarranno sbarrati per un’altra settimana. Neppure la possibilità di tenere aperte quelle dell’infanzia fino alla prima media, anche in zona rossa, ha indotto il sindaco, Antonio Succu e la sua giunta, ad attenersi alle disposizioni del nuovo Dpcm. Dopo diversi colloqui con i presidi e i referenti del Servizio di Igiene e sanità pubblica, è stato deciso di prorogare l’ordinanza emessa martedì 6 aprile. Alunni, insegnanti e genitori dovranno destreggiarsi, per altri sette giorni, con la didattica a distanza. Tra la delusione dei più piccoli e i timori degli adulti si andrà avanti con le videolezioni. I numeri parlano chiaro: contagi in aumento di ora in ora. Un bollettino in continuo aggiornamento che ieri ha raggiunto quota 153. «Dobbiamo, purtroppo, rilevare che una nostra concittadina, positiva al Covid 19, è venuta a mancare» ha fatto sapere Succu. Il dilagare del virus preoccupa e non poco. Da qui la decisione sofferta di non far tornare i ragazzi in classe.

«Comprendiamo le ragioni che hanno portato a imboccare la via della prudenza e non possiamo che condividerla – sottolinea Sergio Masia, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Giannino Caria” –. Dispiace non poter riaccogliere i nostri alunni già da domani ma, se ci saranno le condizioni, saremo pronti a farlo il 22 aprile. Sebbene abbiamo a disposizione tutti gli strumenti per lavorare da remoto, siamo convinti che l’interazione tra docenti e ragazzi debba avvenire in aula. Il dna dell’insegnamento risiede proprio nello scambio interpersonale. Nessun dispositivo sarà mai capace di riprodurre il dialogo, il confronto e l’empatia che scaturiscono dalle lezioni frontali». Sembrano, invece, non aver più intenzione di attendere i sindaci dell’Unione dei Comuni del Marghine. A scatenare la loro ira è, ancora una volta, il servizio di Igiene pubblica dell’Assl di Nuoro.

«Nonostante le numerose proteste da parte degli amministratori e delle comunità locali – tuona il primo cittadino di Silanus, Gian Pietro Arca – continua a dimostrarsi incapace di gestire una situazione emergenziale come quella che ancora stiamo vivendo. Mancano risposte certe e immediate da dare a chi si trova in isolamento e in quarantena perché positivo al coronavirus. Nulla è cambiato dalla prima ondata pandemica a oggi – rimarca –. Nessun intervento migliorativo di un servizio non degno, secondo me, di un paese civile. Per questo a nome mio e dei miei colleghi ho scritto al Prefetto di Nuoro affinché solleciti chi di dovere a garantire un’efficiente e agevole erogazione delle attività. Sarebbe utile – conclude il sindaco Arca – come più volte chiesto, attivare un numero di telefono dedicato per accogliere le segnalazioni, dare e ricevere le informazioni necessarie».

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