La Nuova Sardegna

Nuoro

la lettera 

«La politica toglie dignità alla morte»

di SILVANA DEIANA (*)

Nessuno dovrebbe essere lasciato solo negli ultimi istanti della vita 

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Morire. Supremo atto della vita. Attimo che lascia in chi rimane indelebili ricordi di tenerezza, malinconia e lacrime di nostalgia, ma anche pensieri e risate che affiorano per tenerci compagnia.

Nessuno dovrebbe essere lasciato solo con i suoi dolori negli istanti ultimi della propria vita, ancor meno nella nostra moderna società definita civile.

I medici e tutto il personale dell’hospice di Nuoro con dedizione straordinaria si sono presi cura dei nostri cari accompagnandoli con alta professionalità e sensibilità nel momento in cui la vita stava per lasciare, ma mai ci si sentiva soli o abbandonati.

Hospice, un luogo dove le lievi carezze donate alle anime di corpi doloranti lenivano sofferenze e prevenivano dolori ben più atroci, l’humana pietas abitava quel luogo.

Ma quando la peggiore politica rappresentata da omuncoli, dall’alto della sua arroganza si manifesta con bassi istinti alquanto poveri e di cattivo gusto, togliendo – con la chiusura dell’hospice dello Zonchello a Nuoro – dignità alla morte, possiamo dire a gran voce che quella politica ha miseramente fallito venendo meno ai propri doveri e spogliando i cittadini di elementari diritti.

“...Tu sappia, se occorre, morire per uomini che non hai neppure visto in faccia, e farlo di tua spontanea volontà perché hai capito che la cosa migliore, la più certa è la vita” (Nazim Hikmet, poeta turco).

(*) Mamoiada



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