Comune, dirigente assolta perché il fatto non sussiste
di Kety Sanna
Malandrino era stata chiamata a dirigere la cabina di regia del Redentore 2015 Era accusata di inosservanza delle prescrizioni della Commissione di vigilanza
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NUORO. Assolta perché il fatto non sussiste. Ieri mattina con il pronunciamento da parte del giudice Falchi Delitala della sentenza di assoluzione dell’imputata nel merito, (nonostante il reato fosse stato dichiarato estinto per avvenuta prescrizione, anche su richiesta del pubblico ministero Alberto Pinna), si è chiusa la vicenda giudiziaria che ha visto protagonista una funzionaria del Comune di Nuoro, finita a processo con l’accusa di inosservanza delle prescrizioni impartite dalla Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, presieduta dal Prefetto.
Maria Lucia Malandrino, difesa dall’avvocato Gianluigi Mastio, in qualità di dirigente del servizio di Turismo, Cultura e Spettacolo del Comune di Nuoro, nominata dall’allora giunta Bianchi a dirigere la cabina di regia della manifestazione del Redentore 2015, secondo l’accusa non aveva osservato le prescrizioni imposte dall’autorità e dalla Commissione che si era riunita più volte prima dell’evento, creando situazioni di grave pericolo. L’imputata che aveva presentato un programma di massima in vista dei festeggiamenti del Redentore, nel mese di luglio era andata in ferie, incaricando, però, altri impiegati del completamento del calendario dell’evento. Al suo rientro, il 15 luglio, aveva inviato il programma completo alla Commissione, la quale, però, aveva individuato alcune criticità e aveva invitato la responsabile del servizio a rimuoverle. La dirigente che aveva già affidato i lavori all’impresa si era uniformata, sebbene non fosse legittimata a rilasciare autorizzazioni che non le competevano per il ruolo che ricopriva. Proprio durante la discussione il difensore Gianluigi Mastio, nel riportare il contenuto delle deposizioni dei soli testi del pubblico ministero, aveva evidenziato come, alla luce dei fatti esposti, non si potesse configurare alcun reato. Nel corso di un’udienza, infatti, il dirigente del Comune Franco Rosu aveva dichiarato che la Commissione aveva compiti consultivi ma non decisionali e dava pareri non vincolanti. Mentre un’altra dipendente dell’Ente, Maria Antonietta Sanna, durante la deposizione, aveva sottolineato che la festa del Redentore anche quell’anno si era svolta normalmente, e da quanto aveva potuto constatare nel corso dell’evento, tutte le prescrizioni impartite dalla Commissione erano state rispettate.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Maria Lucia Malandrino, difesa dall’avvocato Gianluigi Mastio, in qualità di dirigente del servizio di Turismo, Cultura e Spettacolo del Comune di Nuoro, nominata dall’allora giunta Bianchi a dirigere la cabina di regia della manifestazione del Redentore 2015, secondo l’accusa non aveva osservato le prescrizioni imposte dall’autorità e dalla Commissione che si era riunita più volte prima dell’evento, creando situazioni di grave pericolo. L’imputata che aveva presentato un programma di massima in vista dei festeggiamenti del Redentore, nel mese di luglio era andata in ferie, incaricando, però, altri impiegati del completamento del calendario dell’evento. Al suo rientro, il 15 luglio, aveva inviato il programma completo alla Commissione, la quale, però, aveva individuato alcune criticità e aveva invitato la responsabile del servizio a rimuoverle. La dirigente che aveva già affidato i lavori all’impresa si era uniformata, sebbene non fosse legittimata a rilasciare autorizzazioni che non le competevano per il ruolo che ricopriva. Proprio durante la discussione il difensore Gianluigi Mastio, nel riportare il contenuto delle deposizioni dei soli testi del pubblico ministero, aveva evidenziato come, alla luce dei fatti esposti, non si potesse configurare alcun reato. Nel corso di un’udienza, infatti, il dirigente del Comune Franco Rosu aveva dichiarato che la Commissione aveva compiti consultivi ma non decisionali e dava pareri non vincolanti. Mentre un’altra dipendente dell’Ente, Maria Antonietta Sanna, durante la deposizione, aveva sottolineato che la festa del Redentore anche quell’anno si era svolta normalmente, e da quanto aveva potuto constatare nel corso dell’evento, tutte le prescrizioni impartite dalla Commissione erano state rispettate.
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