I commercianti vestono a lutto le loro vetrine
di Stefania Vatieri
Venerdì mattina i negozianti esporranno drappi neri nei propri esercizi per protestare contro i divieti
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NUORO. Se non è una rivolta, poco ci manca. Dopo la protesta dei commercianti del Corso uniti con un flashmob che ha visto la partecipazione di tutte le categorie degli esercenti nuoresi contro la nuova serrata generale data dalla Zona rossa e la disparità nelle chiusure tra le categorie merceologiche, i rappresentanti della via Majore hanno stilato un documento che porteranno all’attenzione del prossimo consiglio comunale. Non una semplice manifestazione dunque, ma la richiesta di un’attenzione maggiore verso la categoria degli esercenti che più di tutti sta soffrendo l’infinità giostra delle chiusure e riaperture.
Un documento in cui sono racchiusi i punti essenziali della protesta e l’esplicita richiesta del taglio delle tasse comunali per tutto il periodo della chiusura delle attività commerciali cittadine. A partire proprio dalla via Majore dove attualmente vige la tanto discussa isola pedonale, che negli ultimi mesi ha aggravato la già precaria situazione nella via dello shopping nuorese. Il documento firmato da tutti i commercianti del corso Garibaldi e vie limitrofe sarà protocollato nei prossimi giorni e portato all’attenzione del primo cittadino nuorese e dell’intero consiglio comunale.
Una mobilitazione che ha dato il via a una nuova manifestazione di rabbia e disappunto in programma per venerdì mattina nel capoluogo barbaricino. Una protesta partita questa volta da alcuni commercianti di via La Marmora ed estesa all’intera città che per un giorno intero “vestirà a lutto” i propri negozi con un simbolico drappo nero esposto nelle vetrine.
“Una città in lutto” è questo il titolo della manifestazione che chiede allo spettatore di immaginare una città senza negozi, palestre, bar e ristoranti. «Immagina il colore nero che regna sovrano – si legge nella pagina Facebook dedicata all’evento –, su quei manichini di solito coperti da mille colori, su quelle porcellane di cui ammiravi la luce, su quei gioielli che brillavano anche d’inverno, su quelle palestre dalle cui vetrate sentivi il ritmo e le voci che trasmettevano energia. Questo sarà là scenario che vi proporremo venerdì».
Un documento in cui sono racchiusi i punti essenziali della protesta e l’esplicita richiesta del taglio delle tasse comunali per tutto il periodo della chiusura delle attività commerciali cittadine. A partire proprio dalla via Majore dove attualmente vige la tanto discussa isola pedonale, che negli ultimi mesi ha aggravato la già precaria situazione nella via dello shopping nuorese. Il documento firmato da tutti i commercianti del corso Garibaldi e vie limitrofe sarà protocollato nei prossimi giorni e portato all’attenzione del primo cittadino nuorese e dell’intero consiglio comunale.
Una mobilitazione che ha dato il via a una nuova manifestazione di rabbia e disappunto in programma per venerdì mattina nel capoluogo barbaricino. Una protesta partita questa volta da alcuni commercianti di via La Marmora ed estesa all’intera città che per un giorno intero “vestirà a lutto” i propri negozi con un simbolico drappo nero esposto nelle vetrine.
“Una città in lutto” è questo il titolo della manifestazione che chiede allo spettatore di immaginare una città senza negozi, palestre, bar e ristoranti. «Immagina il colore nero che regna sovrano – si legge nella pagina Facebook dedicata all’evento –, su quei manichini di solito coperti da mille colori, su quelle porcellane di cui ammiravi la luce, su quei gioielli che brillavano anche d’inverno, su quelle palestre dalle cui vetrate sentivi il ritmo e le voci che trasmettevano energia. Questo sarà là scenario che vi proporremo venerdì».
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