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L’assessore Spanu: «Il capoluogo guida per lo sviluppo del territorio»

di Francesco Pirisi
L’assessore Spanu: «Il capoluogo guida per lo sviluppo del territorio»

NUORO. Cinque anni dopo l’approvazione della legge di riordino degli enti locali, si ritorna a parlare di politiche di area vasta. Il progetto lo riporta all’attualità l’assessore comunale della...

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NUORO. Cinque anni dopo l’approvazione della legge di riordino degli enti locali, si ritorna a parlare di politiche di area vasta. Il progetto lo riporta all’attualità l’assessore comunale della Programmazione, Filippo Spanu: «Nella nostra strategia c’è tra i punti fondamentali l’apertura di Nuoro al territorio. La città capoluogo – sono ancora le parole di Spanu – si mette alla testa dell’area vasta, per ricucire con i comuni del circondario un tessuto economico e sociale». L’amministrazione guidata da Andrea Soddu l’ha messo nero su bianco del Dup, il documento di programmazione approvato la settimana passata dal Consiglio comunale. Si riparte dalla Nuoro “città media”, individuata nella legge di riforma della Regione, nel 2016. Norma scritta anche in previsione della soppressione delle province, poi saltata, ma che mantiene tutta la sua attualità. Ma da quei mesi successivi al voto nella massima assemblea sarda, per quanto riguarda la nuova articolazione politica e amministrativa, sulle scelte per il capoluogo barbaricino e il suo circondario è caduto il silenzio. Spanu rilancia il progetto: «Nuoro – spiega – può fare di più. Forse in questi anni è mancata l’attenzione dall’esterno, la convinzione da parte dello stesso territorio. Si deve cambiare pagina – dice ancora l’ex assessore regionale della giunta Pigliaru – e creare il contenitore istituzionale (la rete urbana, ndc) attraverso il quale il nostro comune eserciti un ruolo di traino nel Nuorese». Il futuro dirà se l’intesa è possibile. Da poco la città capoluogo ha presentato, con 12 paesi del territorio, il progetto “Next Generation” (prossima generazione), attraverso il quale promuovere risorse locali e potenziare la digitalizzazione. Progetto primo nel concorso nazionale dell’Anci. Vi si potrebbe leggere un segno della voglia di unità. Dal municipio di Nuoro, Spanu porta altri elementi alla causa: «I programmi di governo e sviluppo degli enti locali devono rientrare nelle politiche di coesione adottate nei livelli regionale, nazionale ed europeo. L’altro fronte da tenere presente e nell’ambito del quale lavorare – rimarca l’assessore – è quello dei 17 “goal”, ossia, gli obiettivi, dell’agenda 2030 dell’Onu, informati alla sostenibilità nei diversi campi sociali». Nuoro, insieme al territorio, deve dare il suo contributo. L’assessore l’ha detto 10 giorni fa nell’assemblea civica. Con una motivazione che va oltre i progetti specifici: «La Sardegna si salva unitariamente e non a pezzi. Non basta il rafforzamento dell’area trainante, apparentemente, della città metropolitana di Cagliari o l’ambito strategico di Olbia, oggi più significativamente trainante. Se non c’è coesione, se la ciambella è bucata – chiude Spanu – è inevitabile che poi si affondi».

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