Dorgali alza la voce «Noi vogliamo riaprire»
di Nino Muggianu
Manifesti affissi in tutte le serrande delle attività abbassate anche a Gonone Commercianti e imprenditori: andare avanti così significa andare a morire
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DORGALI. Per oltre un mese senza casi di positività, in questo momento solo uno, Dorgali e Cala Gonone potrebbero essere una zona di apertura localizzata invece resta tutto chiuso. Dorgali non ci sta e alza la voce: “Vogliamo aprire per non chiudere” con manifesti affissi in tutte le serrande delle attività abbassate, salvo Eurospin i cui vertici non hanno dato l’ok Dorgali ieri mattina si è fermato e ha urlato no al proseguo della chiusura indiscriminata delle attività. La sindaca Itria Fancello: «L’amministrazione è vicina a tutte le attività che stanno scioperando, in modo legale e senza violare le norme perché sono 14 mesi che siamo in pandemia e oggi continuiamo con le stesse privazioni della libertà delle attività, delle partite Iva che c’erano all’inizio della pandemia. Non è possibile che dopo 14 mesi non ci sia un altro modo per gestire la pandemia. Noi chiediamo le aperture a locali, abbiamo un solo contagio e siamo in condizioni di lavorare e far lavorare. È evidente che qui le regole vengono rispettate, per questo abbiamo pochi contagi». L’assessore alle Attività produttive Laura Sagheddu: «Sono molto orgogliosa in questo momento perché nonostante tutta la frustrazione e la disperazione di queste attività che hanno sempre lavorato legalmente sono ancora disposte a volere dialogare con le istituzioni, a voler rispettare le leggi e vogliono riaprire. Altri si sarebbero ribellati in altri modi. Allo stesso tempo mi chiedo come possano fare i nostri politici in Regione e in Parlamento a girarsi dall’altra parte, davanti a questa disperazione. Devono fare qualcosa». Alla manifestazione c’era anche Il parroco don Michele Casula: «Esprimo solidarietà e presenza perché penso che il momento sia drammatico a prescindere dall’aspetto sanitario ma anche economico. Penso che sia giusto ripensare ad uno stile, un modo nuovo di prevenire, questo della chiusura del mondo del lavoro non è un modo adatto specialmente in ambienti come i nostri. Io vedo che a Dorgali c’è molto rispetto anche di tutte le norme nei luoghi di lavoro». Vincenza Deiana, presidente del Centro commerciale naturale “Quattro fontane Dorgali” , promotore della manifestazione con la collaborazione di tutto il paese: «Tutto il paese ci ha sostenuto e ci ha dato una mano perché questo non è un problema delle attività ma di tutto il paese. Faccio un appello a chi ci guida a livello regionale, non lasciateci soli, pensate a noi che stiamo soffrendo e se chiudiamo noi, chiude tutto». Elena Mulas di Ottica Mulas: «Io sono di quelle categorie discretamente fortunate. Perché essendo un negozio di attività primarie posso restare aperta però ritengo che assolutamente sia doveroso prendere posizione in questa cosa perché non si può continuare così. In paesi come Dorgali mi sembra che veramente si stia rischiando la follia. Credo che una delle cose che siano mancate in questa pandemia, a parte la libertà, sia il buon senso da parte di tanti. È un messaggio che so che non arriverà dove dovrebbe ma lo lancio comunque».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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