COMUNE
Fondi sbloccati per disabili e anziani ma è scontro in aula sulle norme
di Francesco Pirisi
NUORO. L’approvazione del bilancio di previsione nel Comune capoluogo sblocca i fondi della legge sul “ritornare a casa” nell’ambito Plus. Quattro milioni e mezzo, che andranno agli operatori che si...
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NUORO. L’approvazione del bilancio di previsione nel Comune capoluogo sblocca i fondi della legge sul “ritornare a casa” nell’ambito Plus. Quattro milioni e mezzo, che andranno agli operatori che si occupano di anziani e disabili. Il trasferimento diretto ai singoli municipi, ha lasciato il posto a quello globale al comune capofila del Plus, dopo la delibera di dicembre della Regione. «I sindaci, certo, si sono riservati l’erogazione ultima, all’interno di una procedura unitaria», ha spiegato durante l’ultimo Consiglio comunale la dirigente delle Politiche sociali, Maria Dettori. La questione è stata oggetto di una contrapposizione tra la giunta e l’opposizione, giocata sui richiami a norme nazionali e regionali, che sulla questione s’incrociano e non aiutano chi negli uffici deve poi decidere. Tanto più quando, come nel caso dell’amministrazione nuorese, si è verificato un legame stretto tra l’approvazione del bilancio 2021 e la possibilità di trasferire i soldi ai Comuni. «Vorremmo conoscere la ragione tecnica per la quale questa affermazione è vera e, quindi, della necessità di accorciare i tempi dell’esame del bilancio», ha chiesto il consigliere della Lega, Pier Luigi Saiu, all’assessora Rachele Piras. Domanda legata alla convinzione, di Saiu, che lo stesso trasferimento delle risorse si sarebbe potuto fare anche durante l’esercizio provvisorio, a partire da gennaio.
«C’è in questo senso una determinazione della Regione, del 19 febbraio – ha spiegato – dove si chiede agli enti capofila di trasferire subito le risorse agli altri Comuni, con variazioni di bilancio anche durante l’esercizio provvisorio». L’assessora: «Le norme a cui fa riferimento l’ente locale, quelle del decreto legislativo 118 e del testo unico, non sono le stesse utilizzate dalla Regione». Considerato che nella questione entra in gioco una competizione tra norme, e non solo di giustezza di scelte amministrative, il principio di diritto è per la prevalenza della disciplina nazionale. Ma la Regione, che la legge sul “ritornare a casa” l’ha creata, vuole anche gestirla. Da qui la scelta del Plus come ambito di pianificazione degli interventi di assistenza e la stessa indicazione al “capofila” di incassare e distribuire i soldi anche nel tempo dell’esercizio provvisorio. Le due norme si sarebbero alla fine potute armonizzare. Il perché non sia stato possibile l’ha spiegato Dettori: «La norma nazionale consente le variazioni di bilancio anche nell’esercizio provvisorio, ma alla condizione che si tenga conto degli stanziamenti presenti nell’ultimo documento contabile approvato. Il nostro Comune però – ha rimarcato – non poteva contare su alcun riferimento, perché il nuovo sistema di gestione di questi fondi è stato attivato quando il bilancio 2020 era già approvato».
«C’è in questo senso una determinazione della Regione, del 19 febbraio – ha spiegato – dove si chiede agli enti capofila di trasferire subito le risorse agli altri Comuni, con variazioni di bilancio anche durante l’esercizio provvisorio». L’assessora: «Le norme a cui fa riferimento l’ente locale, quelle del decreto legislativo 118 e del testo unico, non sono le stesse utilizzate dalla Regione». Considerato che nella questione entra in gioco una competizione tra norme, e non solo di giustezza di scelte amministrative, il principio di diritto è per la prevalenza della disciplina nazionale. Ma la Regione, che la legge sul “ritornare a casa” l’ha creata, vuole anche gestirla. Da qui la scelta del Plus come ambito di pianificazione degli interventi di assistenza e la stessa indicazione al “capofila” di incassare e distribuire i soldi anche nel tempo dell’esercizio provvisorio. Le due norme si sarebbero alla fine potute armonizzare. Il perché non sia stato possibile l’ha spiegato Dettori: «La norma nazionale consente le variazioni di bilancio anche nell’esercizio provvisorio, ma alla condizione che si tenga conto degli stanziamenti presenti nell’ultimo documento contabile approvato. Il nostro Comune però – ha rimarcato – non poteva contare su alcun riferimento, perché il nuovo sistema di gestione di questi fondi è stato attivato quando il bilancio 2020 era già approvato».
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