L’hospice riapre lunedì l’Assl: «Sarà potenziato»
di Giusy Ferreli
Ieri l’annuncio della commissaria Gesuina Cherchi: c’è un medico disponibile Soddisfazione della deputata Lapia e di Devias (Liberu): una vittoria popolare
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NUORO. La tanto attesa riapertura dell’hospice di Nuoro viene affidata a una breve comunicazione ufficiale della Assl di Nuoro. Poche righe che nel pomeriggio vengono avvalorate dalle dichiarazioni da Gesuina Cherchi. «Da lunedì potremmo riprendere l’attività grazie al rientro in servizio di una dottoressa in congedo temporaneo», spiega la commissaria che sostiene di essere nelle condizioni di mantenere gli impegni presi sull’arrivo a Nuoro di pneumologi provenienti dalla graduatoria regionale dell’Aou di Sassari. «Una delle vincitrici di concorso, già in forze al San Francesco con contratto a tempo e destinata inizialmente a Carbonia – dice Cherchi – lavorerà in hospice». Il suo arrivo non sarà questione di ore perché ci sono i soliti passaggi burocratici da seguire. I tempi delle procedure però non intaccano l’ottimismo della commissaria che annuncia l’arrivo in hospice di un secondo specialista da luglio. «L’hospice non solo non verrà smantellato ma verrà potenziato».
La svolta tanto attesa viene salutata con (cauto) favore da chi ha avviato la battaglia. «La notizia, se da un lato mi rincuora perché dopo tanti giorni la riapertura consentirà l’assistenza ai pazienti in fine vita, dall’altra mi preoccupa perché questa circostanza si realizza non già per l’arrivo dei nuovi medici annunciato dalla Direzione Assl, ma per il rientro in servizio di un medico in aspettativa», dice la deputata Mara Lapia. Dai reiterati interventi della componente della Commissione affari sociali e sanità, che aveva presentato un esposto in Procura dopo il caso di un paziente di Bolotana rifiutato dapprima a Nuoro e poi a Oristano, era partita una mobilitazione senza precedenti. Mobilitazione che non deve venir meno. «Il problema – sottolinea Lapia – deve essere affrontato e risolto, con serietà, alla fonte. Occorre potenziare la dotazione organica del servizio di Cure palliative, che si occupa anche della terapia del dolore, di consulenze e assistenza domiciliare, e non affidarsi al caso. Cosa succederà se uno dei medici dovesse assentarsi nuovamente? L’hospice verrà chiuso per la seconda volta. Servono subito altri medici e altri infermieri».
Sulla necessità di tenere alta la guardia si sofferma anche Liberu. «Accogliamo con grande soddisfazione la notizia di un impegno preciso. Questa è una grande vittoria popolare, una vittoria del territorio e di tutta la Sardegna, a cui hanno contribuito insieme parlamentari, amministratori, associazioni e partiti. Siamo lieti di avere contribuito anche noi di a questa storica impresa con un blitz davanti allo Zonchello», dichiara il segretario Pier Franco Devias che invita a proseguire nella difesa della sanità pubblica. Nel fronte variegato che si è mosso per chiedere la riapertura c’era l’associazione “Vivere a colori”, che ha fatto sventolare le lenzuola bianche dai balconi, i volontari dell’associazione “Kairos - amici dell’hospice” che in quel reParto hanno supportato medici e infermieri. C’erano i familiari delle persone che sono state accompagnate con umanità sino al commiato. Tra loro, Giacomo Dore, padre di Roby, giovanissimo paziente scomparso a soli 16 anni: «Se così fosse, sarebbe davvero un’ottima notizia».
C’è infine chi fa appello all’unità della politica. «La riapertura è una buona notizia conferma del fatto che non c’è un disegno per smantellare la sanità nuorese. Ma che c’è l’impegno, anzi, per risolvere i problemi. Abbiamo il dovere di collaborare oltre le bandiere e le appartenenze politiche, per mettere in campo una nuova programmazione per la nostra sanità» dice Pierluigi Saiu, consigliere regionale e comunale nuorese.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La svolta tanto attesa viene salutata con (cauto) favore da chi ha avviato la battaglia. «La notizia, se da un lato mi rincuora perché dopo tanti giorni la riapertura consentirà l’assistenza ai pazienti in fine vita, dall’altra mi preoccupa perché questa circostanza si realizza non già per l’arrivo dei nuovi medici annunciato dalla Direzione Assl, ma per il rientro in servizio di un medico in aspettativa», dice la deputata Mara Lapia. Dai reiterati interventi della componente della Commissione affari sociali e sanità, che aveva presentato un esposto in Procura dopo il caso di un paziente di Bolotana rifiutato dapprima a Nuoro e poi a Oristano, era partita una mobilitazione senza precedenti. Mobilitazione che non deve venir meno. «Il problema – sottolinea Lapia – deve essere affrontato e risolto, con serietà, alla fonte. Occorre potenziare la dotazione organica del servizio di Cure palliative, che si occupa anche della terapia del dolore, di consulenze e assistenza domiciliare, e non affidarsi al caso. Cosa succederà se uno dei medici dovesse assentarsi nuovamente? L’hospice verrà chiuso per la seconda volta. Servono subito altri medici e altri infermieri».
Sulla necessità di tenere alta la guardia si sofferma anche Liberu. «Accogliamo con grande soddisfazione la notizia di un impegno preciso. Questa è una grande vittoria popolare, una vittoria del territorio e di tutta la Sardegna, a cui hanno contribuito insieme parlamentari, amministratori, associazioni e partiti. Siamo lieti di avere contribuito anche noi di a questa storica impresa con un blitz davanti allo Zonchello», dichiara il segretario Pier Franco Devias che invita a proseguire nella difesa della sanità pubblica. Nel fronte variegato che si è mosso per chiedere la riapertura c’era l’associazione “Vivere a colori”, che ha fatto sventolare le lenzuola bianche dai balconi, i volontari dell’associazione “Kairos - amici dell’hospice” che in quel reParto hanno supportato medici e infermieri. C’erano i familiari delle persone che sono state accompagnate con umanità sino al commiato. Tra loro, Giacomo Dore, padre di Roby, giovanissimo paziente scomparso a soli 16 anni: «Se così fosse, sarebbe davvero un’ottima notizia».
C’è infine chi fa appello all’unità della politica. «La riapertura è una buona notizia conferma del fatto che non c’è un disegno per smantellare la sanità nuorese. Ma che c’è l’impegno, anzi, per risolvere i problemi. Abbiamo il dovere di collaborare oltre le bandiere e le appartenenze politiche, per mettere in campo una nuova programmazione per la nostra sanità» dice Pierluigi Saiu, consigliere regionale e comunale nuorese.
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