La Nuova Sardegna

Nuoro

Hospice, l’ora della verità «Noi aspettiamo i fatti»

di Giusy Ferreli
Hospice, l’ora della verità «Noi aspettiamo i fatti»

Scetticismo diffuso: dal sindaco ai presidenti del Consiglio e di Anci Sardegna «L’annuncio della Assl non basta, vogliamo vedere il reparto in funzione»

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NUORO. «Non ho intenzione di rilasciare alcuna dichiarazione sull’hospice sino a quando non vedrò le porte aperte, i medici in reparto e i pazienti assistiti». Il sindaco di Nuoro Andrea Soddu segue la linea improntata alla cautela inaugurata dai principali protagonisti della mobilitazione contro la chiusura della struttura dello Zonchello. Le dichiarazioni ufficiali della direzione della Assl sulla riapertura del reparto e, in particolare, l’annuncio da parte della commissaria dell’arrivo di un nuovo specialista – un medico pneumologo destinato a potenziare l’organico del servizio di Cure palliative diretto da Salvatore Salis – devono essere supportate dai fatti. Una considerazione che viene ripetuta come un mantra. «La pubblica amministrazione parla con atti. Rimaniamo in attesa dei provvedimenti» osserva il presidente del Consiglio Sebastian Cocco che, con il suo gruppo consiliare Italia in Comune aveva lanciato un flash mob di fronte allo Zonchello per riportare l’attenzione sulle criticità della struttura nuorese.

In quell’occasione aveva chiesto la mobilitazione dei primi cittadini sardi: la risposta è andata oltre ogni aspettativa. Sono state oltre 200 le fotografe che hanno testimoniato il sostegno degli amministratori comunali che si sono uniti alla mobilitazione generale per la difesa della sanità nuorese e dell’hospice.

Per loro parla il presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana. «Noi aspettiamo i fatti: che lunedì l’hospice di Nuoro riapra a pieno regime e a pieno organico» dice Deiana nel sottolineare come i sindaci sardi si siano stretti intorno alla comunità di Nuoro e tutte quelle della Sardegna centrale. «Per una volta – senza infingimenti politici – sindaci di diversissima sensibilità politica hanno chiesto all’assessore alla Sanità e ai responsabili della sanità nuorese di riaprire un servizio che attiene la salute e l’umanità, i bisogni dei territori e delle famiglie» ribadisce il presidente dell’associazione dei sindaci che parla di aspettative tradite nei territori più marginali: non solo a Nuoro, ma anche a Ozieri, Tempio, Sorgono, Bosa, Muravera, Ghilarza. «Occorre utilizzare i fondi del Recovery – sui quali in Sardegna è caduta una cortina fumogena – per ricostruire la sanità sarda in particolare quella territoriale» conclude. La mobilitazione dei sindaci e degli amministratori seppure importante, non è stata l’unica iniziativa: la deputata Mara Lapia, che già a fine febbraio denunciò le criticità dell’hospice alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, e del commissario straordinario Ats-Ares nell’assemblea del teatro Eliseo, si è spinta oltre presentando un esposto in Procura per l’interruzione del servizio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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