La prima visita pastorale al tempo dell’epidemia

L’annuncio del vescovo di Lanusei monsignor Mura alla festa della patrona «È una missione che vuole recuperare le relazioni e la vita comunitaria»

LANUSEI. Non sarà sicuramente in tono minore, ancorché con un ridotto numeri di fedeli a causa delle note regole anti-Covid, la Festa della Vergine del Rosario d’Ogliastra, patrona dell’Ogliastra. Dal santuario che domina la cittadina e il territorio circostante, il vescovo Antonello Mura domani annuncerà l’inizio, il prossimo novembre, della sua prima visita pastorale alla diocesi e presenterà ai fedeli la sua seconda lettera pastorale. “Una Chiesa lieta con volto di mamma” sarà stile e segno programmatico della missione itinerante che il presule svolgerà attraverso 34 parrocchie, guidate da 44 sacerdoti diocesani e quattro sacerdoti regolari. «Un’immagine molto bella – scrive il presule – che unisce la gioia del servizio al volto di una madre».

Dopo il Concilio Vaticano II, la visita pastorale – dovere personale del vescovo da adempiere almeno ogni cinque anni – ha perso la forma ispettiva su persone, istituzioni cattoliche, cose e luoghi della parrocchia. Ha, invece, un carattere accentuatamente pastorale: viene fatta dal vescovo per incontrare e ascoltare il popolo di Dio, «valorizzando le relazioni imparando a leggere con sguardi di fede – dice monsignor Mura – la realtà ecclesiale e sociale».

La metodologia pastorale di questo importante evento, che durerà più di un anno (monsignor Mura è anche vescovo di Nuoro), sarà “bergogliana”, ispirata da Papa Francesco che sei anni fa indicava alla Chiesa italiana un cammino sinodale caratterizzato dai verbi “comprendere”, “accompagnare”, “accarezzare”. Un metodo che il vescovo di Lanusei considera adatto ai tempi segnati dall’emergenza Covid. «Comprendere è il compito di una Chiesa che attraverso le parrocchie vuole continuare a conoscere e capire la storia delle persone e delle famiglie». Accompagnare è lo stile educativo per stare vicino «alle persone ferite dalla vita e a quelle con una fede messa alla prova per mancanza di serenità, di salute e lavoro».

«Accarezzare – aggiunge Mura – è una missione ecclesiale che vuole recuperare relazioni, rispettando la salute e più ampiamente la nostra autentica umanità». La visita pastorale in terra d’Ogliastra si incanala nell’alveo di una tradizione che colloca questo appuntamento generalmente all’inizio del nuovo anno liturgico, quindi a metà novembre. Con una motivazione in più quest’anno: la raggiunta, si spera, immunità di gregge, il ritorno in massa dei fedeli in chiesa. «Con l’epidemia abbiamo scoperto – dice monsignor Mura – che non è solo la vita a sfuggirci, ma anche le persone si sono sottratte e perfino allontanate dalla vita comunitaria».

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