Gli oss domiciliari: non siamo stati vaccinati
di Simonetta Selloni
Gli operatori che assistono pazienti fragili (anche loro senza vaccino): «Dove sono le nostre dosi?»
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NUORO. Se esistesse un santo protettore dei vaccinandi, gli si rivolgerebbero. Ma non c’è. E agli operatori socio sanitari della cooperativa Progetto Uomo impegnati nelle cure domiciliari e nel Centro diurno disabili, non resta che denunciare pubblicamente la situazione assurda in cui si trovano. Non sono stati vaccinati. Sono 73 e lavorano nei paesi del Plus (Oliena, Orune, Olzai, Oniferi, Sarule, Lula, Mamoiada e Orani). Entrano nelle case di persone fragili e allettate – e anche queste sono in attesa di vaccini –. «Spesso ci fanno accomodare e poi dopo l’intervento magari ci dicono che sono positivi», spiega una delle oss. In questa situazione ci sono anche gli operatori delle cooperative di Dogali, Ollolai, Ottana, Bitti, Onanì, Orsidda.
«Ci sentiamo abbandonate e abbandonati dall'Ats, in quanto in tutta Italia e nel resto della nostra regione i nostri colleghi sono già stati vaccinati. Solo a Nuoro si continua a tergiversare rimandando l'inoculazione delle dosi di vaccino delle quali abbiamo pieno diritto».
Già da tempo la presidente della coop, Rosy Guiso, e le coordinatrici del servizio, hanno sollecitato la Assl. «Hanno ricevuto rassicurazioni che presto saremmo stati vaccinati: manchiamo solo noi della domiciliare di Nuoro e paesi limitrofi e il Centro diurno per disabili gravi». Ma le rassicurazioni sono rimaste sulla carta.
«Non sappiamo più cosa rispondere alle persone che ci chiedono se abbiamo avuto il vaccino. Da domani risponderemo che siamo stati dimenticati dall'Assl di Nuoro».
Questi operatori sono in difficoltà. Con i pazienti che seguono, con le loro famiglie. «Proviamo un estremo malessere quando rientriamo nelle nostre case; molte di noi hanno familiari fragili che non sono ancora stati vaccinati e la paura di poter contagiare i nostri cari ci fa amare di meno il nostro lavoro».
Ancora: «Al generale Figliuolo la Regione Sardegna ha assicurato che il 100 per cento degli operatori sanitari ha ricevuto il vaccino, ebbene non è vero!». La protesta sarà inviata anche a Figliuolo e al ministro Speranza. E se era previsto che gli operatori sanitari ricevessero il vaccino, perché non è avvenuto? «A questo punto vogliamo sapere a chi sono state inoculate le dosi del vaccino Pfizer a noi riservate». Qualcuno dovrà rispondere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Ci sentiamo abbandonate e abbandonati dall'Ats, in quanto in tutta Italia e nel resto della nostra regione i nostri colleghi sono già stati vaccinati. Solo a Nuoro si continua a tergiversare rimandando l'inoculazione delle dosi di vaccino delle quali abbiamo pieno diritto».
Già da tempo la presidente della coop, Rosy Guiso, e le coordinatrici del servizio, hanno sollecitato la Assl. «Hanno ricevuto rassicurazioni che presto saremmo stati vaccinati: manchiamo solo noi della domiciliare di Nuoro e paesi limitrofi e il Centro diurno per disabili gravi». Ma le rassicurazioni sono rimaste sulla carta.
«Non sappiamo più cosa rispondere alle persone che ci chiedono se abbiamo avuto il vaccino. Da domani risponderemo che siamo stati dimenticati dall'Assl di Nuoro».
Questi operatori sono in difficoltà. Con i pazienti che seguono, con le loro famiglie. «Proviamo un estremo malessere quando rientriamo nelle nostre case; molte di noi hanno familiari fragili che non sono ancora stati vaccinati e la paura di poter contagiare i nostri cari ci fa amare di meno il nostro lavoro».
Ancora: «Al generale Figliuolo la Regione Sardegna ha assicurato che il 100 per cento degli operatori sanitari ha ricevuto il vaccino, ebbene non è vero!». La protesta sarà inviata anche a Figliuolo e al ministro Speranza. E se era previsto che gli operatori sanitari ricevessero il vaccino, perché non è avvenuto? «A questo punto vogliamo sapere a chi sono state inoculate le dosi del vaccino Pfizer a noi riservate». Qualcuno dovrà rispondere.
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