«Ora Succu faccia un passo indietro»
di Giulia Serra
Macomer. L’opposizione chiede le dimissioni dopo il rinvio a giudizio del sindaco
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MACOMER. È con un intervento improntato alla riflessione che l’ex minoranza consiliare guidata da Marialuisa Muzzu affronta una delle questioni più delicate e scivolose della vita amministrativa degli ultimi due anni. Prendendo atto della decisione del gup di Oristano – che ha rinviato a giudizio tutti gli indagati dell’inchiesta Ippocrate ad eccezione di Gianfranco Congiu – gli esponenti dell’opposizione richiamano la necessità di focalizzare il dibattito pubblico sulle ripercussioni della vicenda giudiziaria sulla città, anche al fine di valutare l’opportunità di un passaggio – le dimissioni del Sindaco (ndr) – che consenta alla comunità di ripartire. «Macomer è stata per ben sei mesi senza il sindaco eletto e oggi si trova con lo stesso primo cittadino che dovrà difendersi, in un processo, da gravi accuse che coinvolgono con ogni probabilità la stessa legittimità degli organi istituzionali del Comune: Giunta e Consiglio. La legge consente il mantenimento della carica al sindaco Antonio Succu – argomenta il gruppo Uniamoci per Macomer – ma la riflessione che facciamo esula dagli aspetti di legge per aprire un dibattito sull’opportunità di mantenere in vita questa realtà». Un quadro nel quale s’inseriscono gli effetti sanitari e socio-economici della pandemia da Covid-19 e che richiederebbe «un’amministrazione libera da ulteriori preoccupazioni che non siano quelle del buon funzionamento del Comune e un impegno a tempo pieno per cercare, nella comunità, le risorse necessarie a uscire da questa complicata situazione. Lo meriterebbe la cittadinanza che – insiste la nota – anche sulla questione giudiziaria è spesso impossibilitata ad esprimersi perché bloccata da un clima di imbarazzo e di spaesamento. A quel silenzio e a quella difficoltà di espressione cerchiamo oggi di dare voce con una richiesta, alle sole persone che possono farlo, perché pensino seriamente alla possibilità di fare un passo indietro, restituendo così la serenità a una città che avrebbe voglia di ripartire, ma che ha necessità di un clima totalmente diverso da quello che, dal 3 ottobre 2019, incombe su tutti noi».
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