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Futuro per i lavoratori Intermare chiesto incontro con la Saipem

Futuro per i lavoratori Intermare chiesto incontro con la Saipem

ARBATAX. La Cgil Nuoro Ogliastra e la categoria dei metalmeccanici, hanno chiesto un incontro alla Saipem per capire in che modo intende stare sul territorio e quali sono le prospettive l’Intermare...

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ARBATAX. La Cgil Nuoro Ogliastra e la categoria dei metalmeccanici, hanno chiesto un incontro alla Saipem per capire in che modo intende stare sul territorio e quali sono le prospettive l’Intermare fabrication yard. «Il rinnovo della concessione demaniale a Saipem solo fino al 31 marzo 2022 – dice il segretario generale confederale Cgil, Giacomo Pani – ci preoccupa non poco. Abbiamo nel cantiere una prospettiva di lavoro fino al 2023, e sappiamo che sono arrivate nuove commesse. Anche se, rispetto alle nostre aspettative, sono ancora insufficienti. L’interesse della nostra organizzazione è di favorire un’occupazione stabile e di fare crescere il territorio sia da un punto di vista dei numeri degli occupati che delle professionalità e della formazione. Avere un polo industriale così importante è sicuramente una ricchezza per qualsiasi area della nostra isola in questo momento in cui si parla più di ammortizzatori sociali che di lavoro». Pani precisa che la Cgil è convinta che in questo momento sia utile dare attenzione a quello che succede ai lavoratori e a quello che accadrà nel prossimo futuro.

«La tutela del lavoro è la nostra priorità e riteniamo opportuno discuterne con l’azienda, alla luce di quello che potrebbe accadere nel caso in cui il prossimo anno dovessero sorgere problemi».

Per Margherita Tola, segretaria Fiom Cgil Sardegna Centrale, i lavoratori vivono già da anni la preoccupazione per il sito di Arbatax, vedendo negli anni commesse ridotte rispetto al passato.

«Ci sono stati periodi – precisa la sindacalista – in cui si aveva la sensazione che la ripartenza a pieno regime, sperata e dovuta a quella realtà di eccellenza riconosciuta in tutto il settore, non sarebbe mai arrivata. Adesso che sembrava ci fosse una ripartenza, nonostante la situazione critica che stiamo vivendo da 15 mesi, ci troviamo davanti al paradosso». Tola rimarca che nonostante siano aumentate assunzioni e lavorazioni, si ha l’incognita dei permessi.

«Il rinnovo annuale della concessione demaniale – evidenzia la segretaria – non è quello che ci aspettavamo. Se vogliamo che vengano fatti investimenti nel territorio dobbiamo dare alle aziende prospettive di ampio respiro. In caso contrario è inutile chiedere incrementi di lavorazione e assegnazione di commesse su un sito che vive nella precarietà. I lavoratori per primi e l’Ogliastra hanno necessità di certezze: quello che ciò che succede in Saipem si ripercuote inesorabilmente su tutto l’indotto e sul territorio». Margherita Tola fa riferimento a una realtà «che occupa, tra diretti e indotto, circa 400 lavoratori in un momento in cui si registra un aumento delle lavorazioni che speriamo possa continuare a crescere; la richiesta d’incontro, oltre che per capire le ricadute che potrebbe avere questa situazione a livello lavorativo, è anche per riprendere in mano alcuni argomenti». (l.cu.)

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