Operatori sociosanitari in rivolta a Siniscola: al lavoro senza vaccino
SINISCOLA. A contatto quotidiano con anziani e disabili, ma senza lo scudo del vaccino, il personale socio sanitario del Plus Siniscola che comprende tutti i dipendenti delle cooperative territoriali...
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SINISCOLA. A contatto quotidiano con anziani e disabili, ma senza lo scudo del vaccino, il personale socio sanitario del Plus Siniscola che comprende tutti i dipendenti delle cooperative territoriali che garantiscono quotidianamente servizi di assistenza socio-sanitaria a domicilio e nel contesto scolastico a persone fragili, tra cui le Cooperative Les Delices e Progetto Sociale. Malgrado le pressanti richieste effettuate in quest’ultimo periodo il personale non ha ancora avuto nessuna risposta dall’Ats per procedere con la vaccinazione di tutti i dipendenti. «Il servizio sanitario ha chiesto tempo fa i dati del personale – dicono Rita Congiu e Rosina Sannai –, i lavoratori ogni giorno mettono a rischio la propria salute avendo contatti continui con i familiari dell’utenza e fisici ravvicinati con l’assistito, per espletare servizi di assistenza igienica e sviluppo delle autonomie individuali». Gli oss hanno garantito costantemente il loro servizio senza nessuna interruzione dal primo giorno dell’emergenza sanitaria, nonostante vi fosse la difficoltà di reperire dispositivi di protezione individuale.
«Siamo indignati e molto arrabbiati – dicono le due portavoce – ci sentiamo abbandonati e nonostante i continui richiami all’attenzione dell’Ats da parte delle nostre Cooperative, non abbiamo avuto nessuna risposta concreta. Ci siamo rivolti anche all’Urp territoriale, ma la risposta è stata quella di applicare anche a noi oss la stessa procedura dei caregiver che lavorano solo al domicilio di una utenza. La differenza però è che noi prestiamo servizio su 6/8 utenze giornaliere, più vulnerabili quindi al rischio e questo allungherebbe le tempistiche di somministrazione».
«Rivolgiamo la nostra attenzione al generale Figliuolo e al ministro Speranza – concludono – rendendoli partecipi della situazione vergognosa e critica che stiamo vivendo. La maggior parte del personale socio-sanitario operativo negli ospedali o nelle strutture socio-sanitarie ha ricevuto la vaccinazione, mentre si tralascia tutto il personale socio-sanitario che opera a livello territoriale, chiediamo che vengano prese quanto prima misure di intervento per la vaccinazione di tutto il personale socio-sanitario». (s.s.)
«Siamo indignati e molto arrabbiati – dicono le due portavoce – ci sentiamo abbandonati e nonostante i continui richiami all’attenzione dell’Ats da parte delle nostre Cooperative, non abbiamo avuto nessuna risposta concreta. Ci siamo rivolti anche all’Urp territoriale, ma la risposta è stata quella di applicare anche a noi oss la stessa procedura dei caregiver che lavorano solo al domicilio di una utenza. La differenza però è che noi prestiamo servizio su 6/8 utenze giornaliere, più vulnerabili quindi al rischio e questo allungherebbe le tempistiche di somministrazione».
«Rivolgiamo la nostra attenzione al generale Figliuolo e al ministro Speranza – concludono – rendendoli partecipi della situazione vergognosa e critica che stiamo vivendo. La maggior parte del personale socio-sanitario operativo negli ospedali o nelle strutture socio-sanitarie ha ricevuto la vaccinazione, mentre si tralascia tutto il personale socio-sanitario che opera a livello territoriale, chiediamo che vengano prese quanto prima misure di intervento per la vaccinazione di tutto il personale socio-sanitario». (s.s.)
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