A Ottana le maschere parlano

Originale idea dell’ex sindaco Marras: Boes e Merdules raccontano la loro storia grazie a un codice QR 

OTTANA. La sua passione per l’intaglio del legno da cui crea le maschere identitarie del carnevale di Ottana è ben nota, meno conosciuto ai più è invece l’interesse per l’innovazione tecnologica. Giampaolo Marras, 50 anni, ex sindaco del paese, segue alcuni progetti per Sardex, la moneta identitaria, e ha unito le due anime. Da una parte quella tradizionale, fatta di saperi antichi tramandati e fatti suoi nel tempo, dall’altra quella moderna da uomo del terzo millennio che vede nell’universo digitale una grande risorsa. Dall’incontro di questi due mondi sono nate le maschere che parlano. Boes e merdules dotate di favella grazie ad un codice (ogni maschera ha il suo) che appena viene inquadrato dal lettore QR del telefonino iniziano a raccontarsi. Parte infatti un audio e la maschera che si ha di fronte si presenta, dice chi l’ha realizzata e quando, che tipo di maschera è. Ed infine racconta anche il territorio.

Si può scegliere anche la lingua. I boes e merdules parlano naturalmente sardo, ma come ogni sardo moderno e poliglotta si esprimono benissimo anche in inglese, tedesco e spagnolo. L’idea, innovativa nel suo genere, ha diversi obiettivi da raggiungere, tutti decisamente di alto profilo. «Il mio desiderio andava nella direzione di dare un informazione chiara senza le distorsioni del passaparola ai turisti e agli acquirenti esteri, catalogare la maschera nel sito e-commerce, (animasdesardinia.com il primo dedicato alle maschere) col certificato di proprietà digitale. L’ambizione, soprattutto in questo momento di chiusura dovuto al difficile momento che stiamo vivendo a causa della pandemia, è quella di fare delle maschere di Animas de Sardinia gli “ambasciatori culturali” dell’isola nel mondo», dice.

Un discorso supportato dai poco confortanti dati sull’export dei prodotti artigianali sardi all’estero. «Purtroppo parliamo di numeri davvero esigui. Poco significanti, malgrado ci sia tanta qualità. Farci conoscere diventa cosi una priorita, diventa assolutamente indispensabile, considerato che le economie emergenti hanno difficoltà anche a capire dove si trova geograficamente la Sardegna» aggiunge Marras. Il progetto di Animas de Sardinia è stato reso possibile grazie a un finanziamento sulla innovazione nel settore dell’artigianato del Gal Barbagia, seguito da Claudio Perseu. Poi la rete innovativa in provincia di Nuoro si sta consolidando grazie ad una rete ben strutturata nel territorio e con un suo know how. «È davvero stimolante sentirsi supportati nell’idea progettuale. Vedo con piacere che alcune iniziative stanno prendendo corpo proprio grazie all’impulso dell’Ailun con Make in Nuoro coordinato da Alessandro Lutzu. Una realtà voluta dal presidente della Camera di commercio Agostino Cicalo e alla Confartigianato, con l’allestimento delle Vetrine Digitali per gli artigiani», rimarca Giampaolo Marras che ha imparato a fare le maschere seguendo una tradizione familiare. «Da ragazzino aiutavo mio papà e ho iniziato così a realizzare le prime maschere, sculture e modellini in scala. Ho continuato a fare maschere facendo altri lavori, ma solo ora ho deciso di strutturare un progetto che abbini la tradizione all’innovazione. E già vedo il prossimo obiettivo: la scultura digitale e i volti “in maschera”, ovvero maschere con i lineamenti facciali di una persona. Non sarà semplice, ma solo se adeguiamo comunicazione e strumenti professionali saremo notati oltremare». Per la conoscenza e la vendita delle sue maschere parlanti Marras si affida alla forza del sito (www.animasdesardinia.com), che è anche un portale di e-commerce.

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