Sequestro lampo, parlano gli imputati
Al processo per la rapina in banca a Orosei si dichiarano estranei
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NUORO. Hanno scelto di rilasciare dichiarazioni spontanee Giovanni Sanna “Fracassu” di Macomer e Graziano Pinna di Borore, accusati del sequestro lampo del direttore della Banca Intesa di Orosei, e della rapina all’istituto di credito avvenuti tredici anni fa. I due imputati ieri mattina hanno parlato davanti ai giudici della Corte d’assise di Nuoro riferendosi all’oggetto dell’imputazione. «Non mi risulta nulla di ciò che mi viene contestato. Faccio l’allevatore e ho lavorato tutta la vita. Nel 2008 avevo perso il bestiame, morto per una malattia che neppure i veterinari erano riusciti a riconoscere. Avevo bisogno di soldi e mi sono rivolto alle banche ma ho pagato tutto. Perché avrei dovuto vendere il mio terreno?». Giovanni Sanna difeso dall’avvocata Desolina Farris ha poi proseguito soffermandosi su alcuni particolari dell’indagine condotta dalla Dda di Cagliari. «Il colore della mia auto, la Renault Clio era rosso e non grigio come invece dicono i carabinieri. Poi ero passato a una Fiat Bravo che avevo comprato con i soldi che mio padrino mi aveva prestato. Glieli avevo resi». Sono quindi seguite le dichiarazioni di Pinna, difeso dall’avvocato Aurelio Schintu che ha esordito: «Sono estraneo a questi fatti. Come potete vedere non ho né occhi grandi né occhi verdi – ha detto l’imputato – e la mia statura è inferiore a quelle delle fotografie. Nel 2006 ho guidato un trattore che era senza carrello. L’anno successivo ne avevo acquistato uno, così ero stato incaricato da Salvatore Serra per fargli un lavoro a casa sua. Proprio in quel periodo era arrivata la targa e avevo iniziato a fare i viaggi per trasportare le pietre. Il lavoro era durato giorni». Poi Pinna ha parlato dei ricetrasmettitori che gli erano stati sequestrati. «Li avevo presi perché mio babbo, che aveva problemi di salute, veniva in campagna per lavorare nell’orto. Non riuscivano a coprire oltre 100 metri. Inoltre – ha aggiunto – dopo l’incidente avevo acquistato una Golf e in attesa che arrivasse avevo chiesto la Clio a Sanna». L’udienza si è conclusa con le richieste di integrazione probatoria del procuratore Ganassi e dei difensori. Il processo riprenderà il 19 luglio. (k.s.)
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