Locuste, il 7 in Regione sindaci di Noragugume Bolotana e Ottana
di Alessandra Porcu
NORAGUGUME. Lunedì i sindaci dei territori più colpiti dall’invasione delle cavallette, Ottana, Bolotana e Noragugume, ma anche Sedilo in provincia di Oristano, parteciperanno a un tavolo tecnico con...
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NORAGUGUME. Lunedì i sindaci dei territori più colpiti dall’invasione delle cavallette, Ottana, Bolotana e Noragugume, ma anche Sedilo in provincia di Oristano, parteciperanno a un tavolo tecnico con iI presidente della Regione, gli assessori all’Agricoltura e all’Ambiente e i dirigenti della provincia di Nuoro di Laore. Intanto i sopralluoghi di Laore sono cominciati venerdì 28 e proseguiranno in questi giorni. «Siamo partiti dalle campagne di Noragugume per arrivare a quelle al confine con Silanus e Sedilo – spiega uno dei tecnici, Gianni Fanari –. Parliamo di una vasta distesa di terreni monitorati. Da quello che abbiamo potuto appurare, la situazione è veramente disastrosa». Le cavallette, ora più grandi e dotate di ali, continuano a fare razzia nella media valle del Tirso. Voraci e insaziabili si cibano delle parti più tenere del fieno. La sua qualità viene meno, gli animali rifiutano di mangiarlo e gli allevatori sono costretti ad acquistare il mangime, con un aggravio di costi che rende l’attività sempre più insostenibile.
«Le pecore sono così spaventate dagli sciami, che si nascondono in mezzo alle frasche – racconta la sindaca di Noragugume, Rita Zaru –. Per la paura hanno smesso di brucare l’erba al pascolo e producono meno latte. Nell’ultimo periodo si registra una sensibile diminuzione. Se non si interverrà al più presto, il danno per le aziende agropastorali sarà incalcolabile».
Dagli esperti arriva un altro consiglio. Gli insetti antagonisti potrebbero essere dei buoni alleati nella lotta all’invasione. Il loro utilizzo dovrebbe però andare di pari passo con interventi mirati in vista della prossima primavera. Il conto alla rovescia è cominciato.
Non si può più tergiversare. Bisogna agire in fretta. Il rischio è che la catastrofe naturale si estenda anche ad altre zone della Sardegna. Alle aree agricole del Campidano, ad esempio. In tal caso, se così fosse, il riso e le colture come frutta e verdura sarebbero davvero a serio rischio.
«Le pecore sono così spaventate dagli sciami, che si nascondono in mezzo alle frasche – racconta la sindaca di Noragugume, Rita Zaru –. Per la paura hanno smesso di brucare l’erba al pascolo e producono meno latte. Nell’ultimo periodo si registra una sensibile diminuzione. Se non si interverrà al più presto, il danno per le aziende agropastorali sarà incalcolabile».
Dagli esperti arriva un altro consiglio. Gli insetti antagonisti potrebbero essere dei buoni alleati nella lotta all’invasione. Il loro utilizzo dovrebbe però andare di pari passo con interventi mirati in vista della prossima primavera. Il conto alla rovescia è cominciato.
Non si può più tergiversare. Bisogna agire in fretta. Il rischio è che la catastrofe naturale si estenda anche ad altre zone della Sardegna. Alle aree agricole del Campidano, ad esempio. In tal caso, se così fosse, il riso e le colture come frutta e verdura sarebbero davvero a serio rischio.
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