Mare sicuro, ecco le regole dell’ufficio marittimo
di Lamberto Cugudda
Come tutti gli anni il comandante di Arbatax ha diffuso un’ordinanza sulle coste Confermata (salvo autorizzazioni) la distanza delle barche di 200 metri dalla riva
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ARBATAX. Puntuale, anche quest’anno, è arrivata l’ordinanza di sicurezza balneare che regola tutte le attività nelle spiagge, nelle acque fino a 200 metri, nella navigazione, e altro ancora. A emetterla, lunedì, il capo dell’Ufficio circondariale marittimo di Arbatax e comandante dell’omonimo porto, tenente di vascello Francesco Maria Frasconi. Per il quale c’è la necessità di disciplinare gli aspetti «posti a capo di questa Autorità marittima, relativi alla sicurezza dell’attività balneare lungo il litorale del Circondario marittimo di Arbatax, che si estende da Capo Monte Santu al limite nord, a Capo Ferrato al limite sud (nel territorio di Muravera) allo scopo di tutelare l’interesse primario alla salvaguardia della vita umana in mare ed alla sicurezza della navigazione».
L’ordinanza comprende la costa dei Comuni di Tortolì-Arbatax, Baunei-Santa Maria Navarrese, Lotzorai, Barisardo, Cardedu, Gairo, Tertenia, Villagrande, Muravera e Villaputzu (questi ultimi due centri nel Sarrabus, in provincia di Cagliari). «Le zone di mare riservate alla balneazione e pertanto interdette alla navigazione – si legge – sono quelle sino alla distanza di 200 metri dalle spiagge e 100 metri dalle coste a picco. In tale fascia di mare è vietato il transito, la navigazione e la sosta di qualsiasi unità navale, comprese le unità navali propulse con dispositivo denominato “freewheeling”, windsurf, kitesurf e moto d’acqua, ad eccezione di quelle a remi tipo jole, canoe, surf a remi, pattini, mosconi, lance, nonché pedalò e simili». Il tenente di vascello Frasconi precisa che in tale fascia è vietato l’ormeggio o l’ancoraggio di qualsiasi unità navale, salvi i casi autorizzati con apposita concessione demaniale marittima.
«È altresi vietato – specifica – l’atterraggio dei surf, windsurf e di kitesurf nei tratti di arenile in concessione per strutture balneari e nelle spiagge libere. In tali tratti, i concessionari e i Comuni, devono avere cura di separare tali aree da quelle destinate ai bagnanti, con appositi corridoi di lancio/atterraggio. È comunque vietato ai surf, windsurf e kitesurf di effettuare delle evoluzioni, dove consentito, a meno di 60 metri da bagnanti e da unità in navigazione o ormeggiate».
Per quanto attiene le zone di mare prospicenti invece le coste a picco «in assenza di bagnanti, possono essere attraversate, ai fini dell’atterraggio, dell’ormeggio e/o ancoraggio, da unità in navigazione a motore e/o a vela, purché a lento moto, e comunque non superiore a tre nodi di velocità, con rotta perpendicolare alla linea di costa, adottando tutti gli accorgimenti necessari ad evitare incidenti a persone e/o cose (posizionando, se possibile, una persona di vedetta a prua dell’unità)».
Il capo del Circomare Arbatax, Frasconi, evidenzia dove è vietata la balneazione: «Nei porti (commerciali e turistici); nel raggio di metri 100 dalle imboccature e dalle strutture portuali, con esclusione degli specchi acquei prospicienti spiagge libere abitualmente frequentate da bagnanti; entro 100 metri da insediamenti industriali; all’interno dei corridoi di atterraggio, autorizzati e opportunamente segnalati; sulle rotte dirette di entrata/uscita dai porti; fuori dai porti, in prossimità di zone di mare dove sono posizionati pontili o passerelle destinate all’attracco di unità per un raggio di 200 metri; negli specchi acquei antistanti le foci di torrenti, canali e fiumi, entro un raggio di 50 metri; a meno di 200 metri dalle navi all’ancora».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’ordinanza comprende la costa dei Comuni di Tortolì-Arbatax, Baunei-Santa Maria Navarrese, Lotzorai, Barisardo, Cardedu, Gairo, Tertenia, Villagrande, Muravera e Villaputzu (questi ultimi due centri nel Sarrabus, in provincia di Cagliari). «Le zone di mare riservate alla balneazione e pertanto interdette alla navigazione – si legge – sono quelle sino alla distanza di 200 metri dalle spiagge e 100 metri dalle coste a picco. In tale fascia di mare è vietato il transito, la navigazione e la sosta di qualsiasi unità navale, comprese le unità navali propulse con dispositivo denominato “freewheeling”, windsurf, kitesurf e moto d’acqua, ad eccezione di quelle a remi tipo jole, canoe, surf a remi, pattini, mosconi, lance, nonché pedalò e simili». Il tenente di vascello Frasconi precisa che in tale fascia è vietato l’ormeggio o l’ancoraggio di qualsiasi unità navale, salvi i casi autorizzati con apposita concessione demaniale marittima.
«È altresi vietato – specifica – l’atterraggio dei surf, windsurf e di kitesurf nei tratti di arenile in concessione per strutture balneari e nelle spiagge libere. In tali tratti, i concessionari e i Comuni, devono avere cura di separare tali aree da quelle destinate ai bagnanti, con appositi corridoi di lancio/atterraggio. È comunque vietato ai surf, windsurf e kitesurf di effettuare delle evoluzioni, dove consentito, a meno di 60 metri da bagnanti e da unità in navigazione o ormeggiate».
Per quanto attiene le zone di mare prospicenti invece le coste a picco «in assenza di bagnanti, possono essere attraversate, ai fini dell’atterraggio, dell’ormeggio e/o ancoraggio, da unità in navigazione a motore e/o a vela, purché a lento moto, e comunque non superiore a tre nodi di velocità, con rotta perpendicolare alla linea di costa, adottando tutti gli accorgimenti necessari ad evitare incidenti a persone e/o cose (posizionando, se possibile, una persona di vedetta a prua dell’unità)».
Il capo del Circomare Arbatax, Frasconi, evidenzia dove è vietata la balneazione: «Nei porti (commerciali e turistici); nel raggio di metri 100 dalle imboccature e dalle strutture portuali, con esclusione degli specchi acquei prospicienti spiagge libere abitualmente frequentate da bagnanti; entro 100 metri da insediamenti industriali; all’interno dei corridoi di atterraggio, autorizzati e opportunamente segnalati; sulle rotte dirette di entrata/uscita dai porti; fuori dai porti, in prossimità di zone di mare dove sono posizionati pontili o passerelle destinate all’attracco di unità per un raggio di 200 metri; negli specchi acquei antistanti le foci di torrenti, canali e fiumi, entro un raggio di 50 metri; a meno di 200 metri dalle navi all’ancora».
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