La generosità delle Pro loco per Bitti
di GIusy Ferreli
Cospicua donazione dell’Unione regionale per il paese colpito dall’alluvione
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BITTI. La rinascita di Bitti, a sei mesi dalla disastrosa alluvione che ha investito il paese lo scorso novembre, passa anche per la ricostituzione della Pro loco. Un obiettivo che verrà raggiunto grazie alla solidarietà delle associazioni sarde. Un cospicuo contributo economico, frutto della raccolta fondi tra le pro loco isolane è stato consegnato la scorsa settimana una delegazione dell’Unpli Sardegna, composta dal presidente regionale, Raffaele Sestu, dalla presidente regionale del collegio dei probiviri, Maria Teresa Carta, e dal commissario provinciale di Nuoro, Salvatore Loi, al sindaco, Giuseppe Ciccolini, per l’occasione accompagnato dal consigliere con delega alle attività del Parco naturale regionale di Tepilora, Andrea Sella. «Ringraziamo di cuore per il sostegno e l’attenzione ricevuta. E lo facciamo con maggior forza consci del fatto che giunge in un momento difficile, dove la pandemia ha messo in ginocchio tutto il terzo settore», ha detto il sindaco nell’accogliere a Bitti i rappresentanti del mondo delle Pro loco della Sardegna. L’incontro – ha proseguito Ciccolini – è stato occasione per affrontare il tema di una possibile ricostituzione della Pro loco bittese. Un soggetto che, adeguandosi ai tempi, operi nella valorizzazione delle tradizioni popolari, su cui Bitti vanta una lunga storia fra canto a tenore e gruppi di ballo, ma anche e soprattutto nella promozione del territorio e delle sue numerose ricchezze storico archeologiche e ambientali». Raffaele Sestu ha accolto con favore la disponibilità dell’amministrazione comunale sulla rinascita della Pro loco in paese e si impegnato a sostenere la nuova avventura. «Siamo disposti – ha dichiarato il presidente regionale – ad assicurare tutta la collaborazione e il sostegno necessario perché una comunità importante come quella di Bitti possa di nuovo contare su un presidio operativo della nostra associazione. Condividiamo l’ipotesi di allargare il più classico spettro operativo delle nostre attività a una più fattiva promozione territoriale».
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