«Sì alla tassa di soggiorno» nuove idee per il turismo
di Nino Muggianu
La proposta di sviluppo dell’associazione politico culturale “CambiAmo Orosei” «Non bastano gli arrivi di massa legati al mare, ci sono tanti settori da esplorare»
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OROSEI. L’associazione politico culturale “CambiAmo Orosei, insieme” ha organizzato nei giorni scorsi un incontro per presentare la propria visione programmatica sul tema turismo, settore economico fondamentale per il territorio. «A Orosei manca un’idea di turismo – ha affermato il vice-portavoce dell’associazione Mauro Calvisi –. Questo paese non può accontentarsi dei flussi di massa della stagione estiva. Oltre al turismo balneare, su cui si dovrebbe lavorare per creare una programmazione e migliorare i servizi offerti, è necessario creare una proposta turistica con progettazione e strategie mirate ad allungare la stagione e a coinvolgere nuovi target di visitatori per lavorare tutto l’anno. Senza tralasciare il potenziamento dell’offerta destinata al turismo balneare, questi sono i settori su cui la nostra associazione vorrebbe puntare e investire: turismo archeologico e culturale; turismo naturalistico e attivo; turismo dei cammini e religioso; turismo eno-gastronomico. Fette di mercato di tendenza che ogni anno incrementano il numero di visitatori concentrandosi nei periodi di bassa stagione, da settembre a maggio, che il nostro territorio potrebbe facilmente attirare facendosi conoscere e sviluppando l’offerta».
«La tassa di soggiorno è una fonte di finanziamento diretto imprescindibile per portare avanti un progetto di questo tipo – ha spiegato la portavoce dell’associazione Erika Farris – a cui si aggiungono i fondi europei, nazionali e regionali che spesso tornano al mittente perché le istituzioni non in grado di sfruttarli con progetti adeguati. Se si considerano le oltre 800mila presenze registrate a Orosei in periodo pre-Covid, è facile comprendere l’impatto che una tassa di soggiorno di 1 o 2 euro potrebbe avere sul territorio».
«Servono campagne di scavo e pulitura dei sentieri – ha detto l’archeologa/guida turistica Veronica Chines – per riportare alla luce i siti meglio conservati, ad esempio Nuraghe Portu, e renderli fruibili ai visitatori, anche organizzando visite guidate e laboratori didattici per le scuole. Stesso discorso per le domus de janas de Sa Conca Ruja e i sentieri in cui si trovano i forni della calce risalenti al XX secolo». L’operatore di cicloturismo Andrea Masala ha voluto mettere in evidenza l’assenza di cartellonistica, rastrelliere e depositi per le bici nelle strutture ricettive: «Non stupisce che in Sardegna giunga solo l’1 per cento dei circa cinque milioni di cicloturisti che ogni anno arrivano in Italia e prediligono il nord grazie ai servizi offerti». Ha chiuso gli interventi l’appassionato esperto di cammini Gianfranco Puggioni: «Uno dei cammini percorsi – ha spiegato – è stato quello della Magna Via Francigena in Sicilia. Nato nel 2016, oggi conta oltre duemila pellegrini all’anno che viaggiano in bassa stagione perché in estate fa troppo caldo. Potranno sembrare cifre irrisorie, ma credo che sarebbe un guadagno per tutti se Orosei vedesse passare un migliaio di viaggiatori in più durante la stagione invernale. Un tornaconto non solo economico ma anche umano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«La tassa di soggiorno è una fonte di finanziamento diretto imprescindibile per portare avanti un progetto di questo tipo – ha spiegato la portavoce dell’associazione Erika Farris – a cui si aggiungono i fondi europei, nazionali e regionali che spesso tornano al mittente perché le istituzioni non in grado di sfruttarli con progetti adeguati. Se si considerano le oltre 800mila presenze registrate a Orosei in periodo pre-Covid, è facile comprendere l’impatto che una tassa di soggiorno di 1 o 2 euro potrebbe avere sul territorio».
«Servono campagne di scavo e pulitura dei sentieri – ha detto l’archeologa/guida turistica Veronica Chines – per riportare alla luce i siti meglio conservati, ad esempio Nuraghe Portu, e renderli fruibili ai visitatori, anche organizzando visite guidate e laboratori didattici per le scuole. Stesso discorso per le domus de janas de Sa Conca Ruja e i sentieri in cui si trovano i forni della calce risalenti al XX secolo». L’operatore di cicloturismo Andrea Masala ha voluto mettere in evidenza l’assenza di cartellonistica, rastrelliere e depositi per le bici nelle strutture ricettive: «Non stupisce che in Sardegna giunga solo l’1 per cento dei circa cinque milioni di cicloturisti che ogni anno arrivano in Italia e prediligono il nord grazie ai servizi offerti». Ha chiuso gli interventi l’appassionato esperto di cammini Gianfranco Puggioni: «Uno dei cammini percorsi – ha spiegato – è stato quello della Magna Via Francigena in Sicilia. Nato nel 2016, oggi conta oltre duemila pellegrini all’anno che viaggiano in bassa stagione perché in estate fa troppo caldo. Potranno sembrare cifre irrisorie, ma credo che sarebbe un guadagno per tutti se Orosei vedesse passare un migliaio di viaggiatori in più durante la stagione invernale. Un tornaconto non solo economico ma anche umano».
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