I 40 anni della Doc Mandrolisai

Sorgono. Il 6 giugno 1981 il riconoscimento del titolo. I produttori sono 26, tanti progetti per il futuro

SORGONO. Quarant’anni portati con leggerezza. Sono quelli del Doc Mandrolisai, che quarant’anni fa, per l’esattezza il 6 giugno 1981, ottenne il riconoscimento con il Decreto del presidente della Repubblica. Quattro decenni trascorsi e ancora un primato: l’unica Doc della Sardegna che porta il nome del territorio nel quale si produce. Il concetto di identità dentro la bottiglia, per esser chiari: ma per costruirlo c’è una lunghissima storia alle spalle, essenzialmente costituita da passione, intimo legame con il territorio, solide radici affondate in un territorio da cartolina. Vigne antiche, un microclima particolare cadenzato da poche precipitazioni e lunghe estati. Questo è il Mandrolisai, il territorio che esprime una doc ora sempre più affermata testimonial del suo luogo d’origine.

La strada alle spalle è lunga, quindi. È costellata dalla storia della gente di quelle parti, prima custode dei suoi costumi, dell’ambiente, della sua storia e delle sue declinazioni con la cultura, il cibo e, appunto, il vino. Il Mandrolisai Doc si fa con un uvaggio composto da Bovale Sardo, detto anche Muristellu (35 per cento), Cannonau (20-35 per cento), Monica (20-35 per cento) e altri vitigni idonei alla coltivazione per la regione (10 per cento). Oggi sono 26 i produttori di Doc Mandrolisai, in un territorio compreso nei comuni di Sogono, Atzara, Ortueri, Mena Sardo e Samugheo (in provincia di Oristano). L’ultima vendemmia ha sfornato circa 120mila bottiglie, di cui quasi la metà nella sola Cantina sociale del Mandrolisai, di Sorgono, il produttore più consistente per dimensioni.

Ora, passato l’anno di pandemia e con una ragionevole speranza di uscire fuori dall’incubo, i produttori del Mandrolisai guardano avanti. Consapevoli dell’intimo rapporto tra il vino e il territorio, stanno attivandosi per riprendere le degustazioni, le visite alle vigne, alle cantine, ai siti archeologici. Un’economia circolare che coinvolge produttori e quanti hanno scelto di restare in mezzo alle montagne, in un luogo ricco di storia e di racconti sentiti davanti ad un calice di buon vino. Storie di luoghi che si intrecciano con la storia delle persone che abitano questo territorio, il forte segnale che non può esistere l’uno senza l’altro. E non sarà un caso che molti dei centenari della Sardegna vivono lì.

Ecco perchè i produttori del Mandrolisai sono orgogliosi dei traguardi raggiunti. I quarant’anni che si celebreranno il 6 giugno sono un passaggio del percorso iniziato dai vignaioli anni e anni prima. Il conseguimento della Doc ha segnato una maturità e una crescita nei sistemi di produzione, l’adesione a regole condivise espresse dal disciplinare, l’attenzione alla produzione e in questo modo l’apertura ai mercati nazionali e esteri. Dalle vigne del Mandrolisai alle tavole più importanti del sistema Horeca, acronimo che sta per “Hotellerie, restaurant e catering”, il passo è stato segnato da una attenzione costante alla qualità. Senza dimenticare la propria storia. Ora si riparte da 40. In alto i calici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes