La Nuova Sardegna

Nuoro

Perdasdefogu resta un solo medico

di Giusy Ferreli
Perdasdefogu resta un solo medico

A breve va in pensione Moi. Il sindaco: «Speriamo in un nuovo incarico definitivo»

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PERDASDEFOGU. Non c’è due senza tre. E il terzo comune ogliastrino destinato a rimanere sguarnito dell’importante servizio di medicina generale è Perdasdefogu. Succederà tra qualche settimana, quando il medico Maurizio Moi andrà in pensione e si godrà il meritato riposo dopo anni al servizio dei pazienti foghesini. A presidiare la sanità pubblica è rimasta una dottoressa di recente nomina che ha deciso di seguire mille pazienti. L’Assl di Lanusei bandirà, come di consueto l’incarico semestrale (che prevede uno stipendio più basso rispetto alla busta paga del medico titolare) sperando che, in questo frangente che registra la cronica penuria di professionisti, qualcuno risponda. A Foghesu, sono molti a incrociare le dita perché questa vicenda non finisca come è finita a Seui e Ussassai. «Speriamo che la Regione si decida a dare corso a tutto gli adempimenti per arrivare quanto prima all’incarico definitivo. I nostri vicini da quasi tre anni sono rimasti senza medico titolare e senza sostituto e noi non vorremmo essere i prossimi» commenta un preoccupato Mariano Carta, primo cittadino foghesino.

La preoccupazione è palpabile anche sul fronte della guardie mediche. Il servizio prefestivo del primo giugno è rimasto scoperto sia a Tortolì sia a Bari Sardo e il direttore del distretto Sandro Rubiu, da cui dipende la medicina generale e la continuità assistenziale, lancia un vero e proprio appello per garantire sia gli ambulatori dei medici di base si gli undici punti di guardia distribuiti sul territorio dell’Ogliastra e coperti, per la stragrande maggioranza con turni volanti dell'ultimo minuto. «Sollecitiamo i medici che volessero svolgere servizio come medici di base o come guardie mediche a mettersi con gli uffici al numero 0782 90460» ripete come in un mantra il dottor Rubiu che, non più tardi di qualche giorno fa, di fronte agli amministratori comunali, ha ribadito l'impossibilità della Assl di garantire il servizio in tutte le guardie mediche. La campagna acquisti sinora non ha portato a nulla. Gli incentivi per le zone disagiate, intervento già chiesto dall'area sociosanitaria nel caso di Seui e Ussassai e ribadito a gran voce dai sindaci riuniti nei giorni scorsi in conferenza sociosanitaria per analizzare le criticità dei servizi ospedalieri e territoriali, rimangono un miraggio. L’assistenza sanitaria di un tempo rischia di diventare uno sbiadito ricordo e i sindaci hanno chiesto un incontro all'assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, e al commissario Ats, Massimo Temussi.

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