La Nuova Sardegna

Nuoro

L’ultimo saluto alla pediatra Fois Pinna

di Giusy Ferreli
L’ultimo saluto alla pediatra Fois Pinna

Nuorese, tra le prime donne sarde medico, aveva esercitato a Olbia per tanti anni

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NUORO. Tra le sue mani esperte e sicure sono passate generazioni di piccoli pazienti. Dora Fois Pinna, tra le prime donne sarde a laurearsi in Medicina nel lontano 1952, è venuta a mancare nella città gallurese dove si era trasferita negli anni Sessanta per lavorare come pediatra.

Ieri pomeriggio, nella Cattedrale di Nuoro, a due passi dall’abitazione dove era nata il 23 luglio 1926 (avrebbe quindi compiuto 95 anni tra qualche settimana), la sua città le ha tributato l’ultimo, commosso saluto. Qui, ai piedi del monte Ortobene, la dottoressa Fois ha deciso di tornare e riposare per sempre. Dora Fois Pinna, nata in una conosciutissima famiglia del capoluogo nuorese si era iscritta nella facoltà di Medicina nel 1946 e si era laureata all'università di Sassari nel luglio del 1952. La neo dottoressa aveva proseguito gli studi medici e conseguito la specializzazione in Pediatria, dedicandosi alla salute dei più piccoli. Negli anni del boom della Costa Smeralda, si era stabilita ad Olbia con suo marito Piero Pinna, medico dal 1949, nato a Sassari nel 1921, conosciuto ai tempi dell'Università e morto alla fine degli anni Novanta.

Nel corso degli anni, mentre la moglie si prendeva cura dei bambini di Olbia e dei dintorni (tra questi anche i figli dei tanti vip che frequentavano assiduamente la prestigiosa località di villeggiatura nata da un'intuizione di Karim Aga Khan), il marito svolgeva il compito di ufficiale sanitario e ispettore d'igiene in Gallura. La coppia abitava in via Luca della Robbia, in un quartiere a nord verso la strada per Porto Rotondo, con i quattro figli. Chi l’ha conosciuta bene la ricorda come un donna dinamica e attiva, sempre all’avanguardia nella professione medica.

Ben prima che la formazione diventasse un obbligo, la dottoressa Fois Pinna frequentava periodicamente corsi di perfezionamento. Numerosissime le sue partecipazioni a convegni e conferenze in giro per l'Italia.

Queste partecipazioni, nel corso del tempo, le valsero contatti con i centri di eccellenza pediatrica della Penisola, primo tra tutti il Gaslini di Genova.

Ai colleghi pediatri d’oltremare che lavoravano nei poli sanitari ad alta specializzazione inviava i casi più gravi. Quando era necessario, i suoi piccoli pazienti che non potevano essere curati in Sardegna trovavano un'assistenza adeguata nella Penisola. Ieri, la sua città le ha riservato l’ultimo saluto.

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