Vandali in azione a Bosa arredi urbani nel mirino
di Alessandro Farina
Da via Carducci a piazza Nassirya, escalation di danneggiamenti e raid Il sindaco Casula: «Chiederemo ulteriori misure di controllo nella città»
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BOSA. Nei giorni scorsi, da una casa in costruzione in via Carducci qualcuno ha lanciato oggetti in strada, rischiando di ferire i passanti. Questo il gesto denunciato e ripreso per una riflessione dal sindaco Piero Franco Casula. Rispetto ad un problema, quello del disturbo della quiete pubblica e dei gesti vandalici all’indirizzo in particolare dell’arredo urbano, basta dare un’occhiata al materiale di rivestimento del nuovo ponte viabile, divelto per l’ennesima volta, che da tempo immemorabile abita e agita, a corrente alternata con altre questioni, l’opinione pubblica locale.
Per il sindaco di Bosa però «l’episodio verificatosi lo scorso fine settimana dimostra che la situazione dovuta agli assembramenti tra l’H24 di viale Alghero, il Tirassegno (la zona sul lato ovest della collina di Santa Filomena, ndc) e un fabbricato in costruzione in via Carducci, non si risolve semplicemente con l’intervento delle forze dell’ordine» la premessa.
In effetti i controlli interforze di carabinieri, polizia, guardia di finanza, vigili urbani, a Bosa Marina della guardia costiera, e infine dei barracelli, non sono mancati e non mancano.
«Anche per sabato sera è stato organizzato un servizio interforze, per intervenire in diversi punti della città dove ripetutamente si segnalano situazioni particolari e, in certi casi, a rischio: Sa Costa, via Carducci, Santa Filomena, lungo Temo, piazza Nassirya» ricorda Casula.
Convinto che «il vero problema non è il fatto che i giovani si riuniscano e socializzino. Quanto che tra loro ci siano dei giovani “cresciuti" che, con i loro comportamenti, creano problemi ai residenti di queste zone (lanciano pietre, imbrattano i muri, abbandonano rifiuti di ogni tipo, danneggiano beni pubblici) il campionario di bravate.
Nella casa in costruzione, con lavori fermi per il Pai, di via Carducci «si sono introdotte in più occasioni delle persone che, anche lanciando diversi materiali verso il basso, hanno arrecato situazioni di pericolo» l’ultimo appunto in agenda. Con i proprietari disponibili a intervenire per la messa in sicurezza dell’area e la chiusura di tutti i varchi di accesso.
Sul piano sociale per il primo cittadino di Bosa serve invece «una collaborazione a 360 gradi tra tutte le istituzioni: partendo dalle famiglie. Quello che non serve, invece, è uno scaricabarile» il pensiero. Anche se, ribadisce ancora Piero Franco Casula «saranno richieste e concordate ulteriori misure di controllo per evitare atti vandalici nelle diverse zone urbane» sottolinea.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Per il sindaco di Bosa però «l’episodio verificatosi lo scorso fine settimana dimostra che la situazione dovuta agli assembramenti tra l’H24 di viale Alghero, il Tirassegno (la zona sul lato ovest della collina di Santa Filomena, ndc) e un fabbricato in costruzione in via Carducci, non si risolve semplicemente con l’intervento delle forze dell’ordine» la premessa.
In effetti i controlli interforze di carabinieri, polizia, guardia di finanza, vigili urbani, a Bosa Marina della guardia costiera, e infine dei barracelli, non sono mancati e non mancano.
«Anche per sabato sera è stato organizzato un servizio interforze, per intervenire in diversi punti della città dove ripetutamente si segnalano situazioni particolari e, in certi casi, a rischio: Sa Costa, via Carducci, Santa Filomena, lungo Temo, piazza Nassirya» ricorda Casula.
Convinto che «il vero problema non è il fatto che i giovani si riuniscano e socializzino. Quanto che tra loro ci siano dei giovani “cresciuti" che, con i loro comportamenti, creano problemi ai residenti di queste zone (lanciano pietre, imbrattano i muri, abbandonano rifiuti di ogni tipo, danneggiano beni pubblici) il campionario di bravate.
Nella casa in costruzione, con lavori fermi per il Pai, di via Carducci «si sono introdotte in più occasioni delle persone che, anche lanciando diversi materiali verso il basso, hanno arrecato situazioni di pericolo» l’ultimo appunto in agenda. Con i proprietari disponibili a intervenire per la messa in sicurezza dell’area e la chiusura di tutti i varchi di accesso.
Sul piano sociale per il primo cittadino di Bosa serve invece «una collaborazione a 360 gradi tra tutte le istituzioni: partendo dalle famiglie. Quello che non serve, invece, è uno scaricabarile» il pensiero. Anche se, ribadisce ancora Piero Franco Casula «saranno richieste e concordate ulteriori misure di controllo per evitare atti vandalici nelle diverse zone urbane» sottolinea.
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