Bruciata l’auto del capitano dei vigili
di Kety Sanna
Nel mirino l’ufficiale della polizia municipale Katia Zanda: distrutta l’Opel Corsa che era parcheggiata nel cortile di casa
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NUORO. Restano pochi dubbi sulla natura del rogo che qualche giorno fa ha distrutto l’auto del capitano dei vigili urbani di Nuoro, Katia Zanda. L’episodio si è verificato nella notte di mercoledì, 26 maggio, verso le 23,30 ma sull’episodio gli inquirenti hanno mantenuto sin da subito il più stretto riserbo, e hanno per ora confermato soltanto che sono in corso le indagini per trovare i responsabili. L’auto, una Opel Corsa, parcheggiata all’interno del cortile dell’abitazione della dirigente, in via Carmelo Floris, nel rione di Predistrada, è andata completamente distrutta. Non è chiaro cosa i malviventi abbiano usato per innescare il rogo. Certo è che quella sera l’ufficiale della polizia municipale aveva lavorato fino a tardi; era rientrata a casa qualche ora prima dell’attentato. Chi ha deciso di colpire lo ha fatto con spavalderia e arroganza, dimostrando di essere disposto a tutto, entrando persino nel cortile dell’abitazione. La macchina dell’ufficiale, infatti, era all’interno di uno spiazzo privato dal quale poi si accede alla casa. Gli incendiari hanno agito con destrezza e in attimo sono spariti nel nulla.
Ad accorgersi delle fiamme un residente che ha dato l’allarme. Il capitano dei vigili che a quell’ora dormiva, non si è resa conto di quanto stava succedendo all’esterno. A svegliarla gli agenti della Questura e i pompieri, intervenuti per debellare il rogo che in un attimo ha avvolto e distrutto la sua vettura. Le fiamme sono partite dalla parte anteriore dell’auto, investendo paraurti, gomme e vano motore. Per stabilire le cause esatte dell’incendio occorrerà attendere la relazione tecnica dei vigili del fuoco, anche se da una prima valutazione, sembrerebbe che gli incendiari abbiano usato il metodo della “diavolina” per mettere a segno il loro piano criminale. Intanto è stato aperto un fascicolo contro ignoti. Sentito a lungo il capitano Zanda non avrebbe saputo dare spiegazioni plausibili sul movente e sui possibili autori del raid. Gli inquirenti stanno cercando di capire se l’intimidazione possa essere legata alla posizione che l’ufficiale ricopre sul lavoro. Ipotesi di collegamento privilegiata che, però, dovrà essere vagliata attentamente.
Intanto sono state acquisite le immagini degli impianti di videosorveglianza delle abitazioni della zona, con la speranza che possano fornire indicazioni utili per risalire all’identità dell’autore o degli autori dell’attentato. Il fatto che in quei giorni dalle 23 scattasse il coprifuoco, potrebbe rivelarsi un buon aiuto per gli inquirenti, anche se da Predistrada è facile trovare rifugio sicuro nelle campagne.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ad accorgersi delle fiamme un residente che ha dato l’allarme. Il capitano dei vigili che a quell’ora dormiva, non si è resa conto di quanto stava succedendo all’esterno. A svegliarla gli agenti della Questura e i pompieri, intervenuti per debellare il rogo che in un attimo ha avvolto e distrutto la sua vettura. Le fiamme sono partite dalla parte anteriore dell’auto, investendo paraurti, gomme e vano motore. Per stabilire le cause esatte dell’incendio occorrerà attendere la relazione tecnica dei vigili del fuoco, anche se da una prima valutazione, sembrerebbe che gli incendiari abbiano usato il metodo della “diavolina” per mettere a segno il loro piano criminale. Intanto è stato aperto un fascicolo contro ignoti. Sentito a lungo il capitano Zanda non avrebbe saputo dare spiegazioni plausibili sul movente e sui possibili autori del raid. Gli inquirenti stanno cercando di capire se l’intimidazione possa essere legata alla posizione che l’ufficiale ricopre sul lavoro. Ipotesi di collegamento privilegiata che, però, dovrà essere vagliata attentamente.
Intanto sono state acquisite le immagini degli impianti di videosorveglianza delle abitazioni della zona, con la speranza che possano fornire indicazioni utili per risalire all’identità dell’autore o degli autori dell’attentato. Il fatto che in quei giorni dalle 23 scattasse il coprifuoco, potrebbe rivelarsi un buon aiuto per gli inquirenti, anche se da Predistrada è facile trovare rifugio sicuro nelle campagne.
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