La visita a Bosa di massimo Temussi
Casula incontra il commissario Ats «Situazione sanitaria insostenibile»
di Alessandro Farina
BOSA. «Non ho nascosto al commissario straordinario dell’Ats Massimo Temussi dubbi e perplessità sulla situazione dei servizi ospedalieri e territoriali, rimarcando che la situazione è insostenibile»,...
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BOSA. «Non ho nascosto al commissario straordinario dell’Ats Massimo Temussi dubbi e perplessità sulla situazione dei servizi ospedalieri e territoriali, rimarcando che la situazione è insostenibile», afferma il sindaco di Bosa. Dopo la visita in ospedale lunedì mattina, il responsabile della sanità in Sardegna ha incontrato gli operatori del presidio in una riunione a quanto pare segnata anche da momenti di tensione. Poi Temussi si è spostato in Comune, accolto dal sindaco Piero Franco Casula. All'ordine del giorno la situazione sanitaria a Bosa ed in Planargia, con drammatiche criticità ospedaliere peraltro messe in luce in una dura nota firmata qualche giorno prima dal responsabile sindacale del Cimo Gianpiero Sulis, soprattutto per quanto riguarda la carenza di personale e specialisti tra le corsie e gli ambulatori del Mastino.
«Abbiamo chiesto la chiusura dell’attuale punto Covid (i 15 posti letto del reparto di Medicina sono da settimane destinati a questo servizio per pazienti fino a media criticità, ndc). Una riattivazione per garantire i servizi ospedalieri della Medicina che però «richiederà del tempo, permettendo la fruizione delle ferie al personale», afferma il primo cittadino di Bosa: un segnale che il ritorno alla normalità non sarà dunque a tamburo battente.
Dalla riunione, però, sintetizza il sindaco di Bosa in un documento pubblico, arriva la buona notizia che «riprenderà l’attività chirurgica, in modalità day e a seguire week surgery. Mentre il Pronto Soccorso continuerà la sua operatività con il supporto di Areus». La Tac a 128 strati (attualmente a Bosa opera un macchinario piuttosto datato), più una nuova colonna per gli esami endoscopici utile a potenziare l’area diagnostica sarebbero in arrivo a breve.
Questa la sintesi di quanto si è discusso e lunedì a Bosa, per la parte che riguarda i servizi ospedalieri dell’ospedale Mastino. Con il sindaco che punta ora a trasformare le parole in un impegno scritto che riguarda anche aspetti non trascurabili di superamento delle attuali criticità nei servizi territoriali, con l’obiettivo di «garantire un livello di erogazione dei servizi elevato. E punto fermo – ribadisce la fascia tricolore di Bosa – il mantenimento dell’ospedale Mastino quale presidio di zona disagiata», ossia la formale definizione della struttura nel piano sanitario regionale che permette sulla carta di mantenere Pronto Soccorso, servizi di diagnostica per immagini e analisi, e reparti di medicina e chirurgia, la dotazione minima.
Per venerdì mattina, annuncia infine il sindaco, è stato convocato un consiglio comunale straordinario, allargato ai sindaci del territorio, con focus i temi della sanità locale. Alla riunione è stato invitato il commissario straordinario della Assl di Oristano.
«Abbiamo chiesto la chiusura dell’attuale punto Covid (i 15 posti letto del reparto di Medicina sono da settimane destinati a questo servizio per pazienti fino a media criticità, ndc). Una riattivazione per garantire i servizi ospedalieri della Medicina che però «richiederà del tempo, permettendo la fruizione delle ferie al personale», afferma il primo cittadino di Bosa: un segnale che il ritorno alla normalità non sarà dunque a tamburo battente.
Dalla riunione, però, sintetizza il sindaco di Bosa in un documento pubblico, arriva la buona notizia che «riprenderà l’attività chirurgica, in modalità day e a seguire week surgery. Mentre il Pronto Soccorso continuerà la sua operatività con il supporto di Areus». La Tac a 128 strati (attualmente a Bosa opera un macchinario piuttosto datato), più una nuova colonna per gli esami endoscopici utile a potenziare l’area diagnostica sarebbero in arrivo a breve.
Questa la sintesi di quanto si è discusso e lunedì a Bosa, per la parte che riguarda i servizi ospedalieri dell’ospedale Mastino. Con il sindaco che punta ora a trasformare le parole in un impegno scritto che riguarda anche aspetti non trascurabili di superamento delle attuali criticità nei servizi territoriali, con l’obiettivo di «garantire un livello di erogazione dei servizi elevato. E punto fermo – ribadisce la fascia tricolore di Bosa – il mantenimento dell’ospedale Mastino quale presidio di zona disagiata», ossia la formale definizione della struttura nel piano sanitario regionale che permette sulla carta di mantenere Pronto Soccorso, servizi di diagnostica per immagini e analisi, e reparti di medicina e chirurgia, la dotazione minima.
Per venerdì mattina, annuncia infine il sindaco, è stato convocato un consiglio comunale straordinario, allargato ai sindaci del territorio, con focus i temi della sanità locale. Alla riunione è stato invitato il commissario straordinario della Assl di Oristano.
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