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Maltrattamenti a scuola, il caso approda in udienza preliminare

Maltrattamenti a scuola, il caso approda in udienza preliminare

NUORO. Secondo la Procura di Nuoro, che ne ha chiesto il rinvio a giudizio, intorno alla primavera del 2019, avevano maltrattato, con insulti ripetuti, strattoni e percosse, i bambini che erano stati...

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NUORO. Secondo la Procura di Nuoro, che ne ha chiesto il rinvio a giudizio, intorno alla primavera del 2019, avevano maltrattato, con insulti ripetuti, strattoni e percosse, i bambini che erano stati loro affidati in quanto insegnanti di una scuola materna di Budoni. Per la difesa, invece, si tratta di accuse del tutto prive di fondamento e senza alcun riscontro. Ieri mattina, davanti al gup del tribunale di Nuoro, Claudio Cozzella, sarebbe dovuta entrare nel vivo, con la decisione sugli eventuali rinvii a giudizio, l’udienza preliminare nata dall’inchiesta che vede due insegnanti, Maria Agostina Mundula, 66 anni, di San Teodoro, difesa dall’avvocato Lorenzo Soro, e Antonella Goddi di 56, di Nuoro, difesa dall’avvocato Carmine Farina, accusate di maltramenti, o, con la contestazione alternativa, accusate di abuso dei mezzi di correzione nei confronti di alcuni alunni. Ma l’udienza preliminare è stata rinviata a novembre perché uno degli avvocati ha chiesto di spostarla a un’altra data a causa di un legittimo impedimento. Bisognerà aspettare ancora qualche mese, dunque, per capire quale sarà il destino giudiziario delle due insegnanti. Le accuse che muove loro la Procura di Nuoro sono le seguenti: stando agli elementi che sono stati raccolti dagli inquirenti le due insegnanti della scuola materna avevano maltrattato diversi bambini a loro affidati «utilizzando reiteratamente nei loro confronti modi bruschi e denigranti della personalità, rivolgendosi al loro indirizzo con insulti e tono di voce sempre alto e alterato, strattonandoli per farli stare seduti, in alcune occasioni percuotendoli con schiaffi del tutto ingiustificati, isolandoli dal resto della classe senza farli partecipare alle attività scolastiche per punizione, e in generale approcciandosi ai minori con un atteggiamento aggressivo e offensivo senza alcuna necessità, non manifestando i minori nessuna particolare indisciplina». (v.g.)

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