«Escluso dalle graduatorie chi rifiuta sedi periferiche»
di Giusy Ferreli
Conferenza sociosanitaria a Lanusei, l’assessore Nieddu “avverte” i medici «Si può cercare di sveltire i 63 concorsi banditi a livello isolano, alcuni chiusi»
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LANUSEI. «Sino a quando io sarò alla guida della sanità regionale, i medici che rifiutano le sedi periferiche verranno esclusi dalle graduatorie per l’intera durata della stessa. E non sperino nelle selezioni delle Assl: chi decide di perché non lavorerà neanche a tempo determinato in nessuna zona della Sardegna». Le parole dell’assessore regionale Mario Nieddu, chiamato a trovare soluzioni alla cronica mancanza di medici che sta mettendo a dura prova quasi tutti i presidi ospedalieri dell’isola (Nuoro e Lanusei compresi), sono perentorie. Risuonano nel corso della conferenza sociosanitaria territoriale dell’Ogliastra convocata ieri mattina a Lanusei dal presidente Davide Burchi. Il responsabile della sanità regionale, collegato da remoto con la sala consiliare del Municipio, spiana la strada ad una possibilità che interessa solo i medici ospedalieri, dipendenti Ats, ma non quelli di medicina generale in quanto il loro contratto è di tipo libero professionale. Insomma, sinora i medici che hanno detto “no” a lavorare nelle sedi meno ambite, non sono stati penalizzati ma la musica dovrebbe cambiare. Questa, seppure draconiana, potrebbe essere l’unica soluzione per salvare quelle piccole realtà distanti dai principali poli sanitari di Cagliari e Sassari. La strada degli incentivi economici caldeggiata dai sindaci presenti all’assemblea anche per reperire i medici di base mancanti, non pare percorribile. «Questo percorso, già intrapreso altrove è stato impugnato. In Campania dove è stata trovata questa formula per incentivare i medici a lavorare nelle isole minori questa soluzione è stata cassata» sottolinea Nieddu. Ciò che può fare è cercare di sveltire i 63 concorsi banditi a livello regionale, alcuni già chiusi, altri in via di espletamento. Ma anche su questo fronte i problemi non mancano. «I ritardi ci sono e sono imputabili alla mancanza di amministrativi» gli fa eco Attilio Murru, neo direttore amministrativo di Ats. Nel frattempo c’è da sperare che le criticità non si trasformino in emergenza. «Al Nostra signora della Mercede sui 120 medici previsti dalla pianta organica mancano 32» fa sapere il responsabile della Direzione dell’ospedale di Lanusei che pure minimizza gli effetti devastanti della mancanza di specialisti. A sentire le figure apicali della Assl ogliastrina (c’era anche il commissario straordinario Ugo Stochino), tutto procede bene ma la realtà non è poi così rosea se, come ricorda il presidente Burchi, «molti specialisti hanno tra i 100 e i 120 giorni di ferie arretrate». Se le cose vanno avanti è solo per i sacrifici dei medici che si sobbarcano turni di lavoro massacranti e rinunciano alle ferie. Ortopedia, nonostante la nomina del primario, lavora a ranghi ridotti e il reparto di Anestesia e rianimazione attende il rinnovo del comando temporaneo, in scadenza a luglio, di due specialisti arrivati lo scorso anno. Stando così le cose, l’unica speranza è data dall’aumento delle borse di specializzazione, i cui effetti si vedranno solo tra qualche anno. Bisognerà attendere ancora anche per il varo del nuovo Piano di sanità territoriale annunciato dall’assessore. «A questo riguardo – conclude Nieddu – ho già avuto un’interlocuzione con Agenas su come utilizzare i fondi del Pnrr per dare nuova centralità al territorio e al cittadino».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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