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Dorgali ricorda il genio Pentolinu

di Nino Muggianu
Dorgali ricorda il genio Pentolinu

Presentazione del libro “Il brevetto scomparso” sulla vita di Bachisio Fancello

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DORGALI. Domani a cura della biblioteca comunale e col patrocinio del Comune (assessorato alla Cultura) sarà presentato il libro di Lidia Fancello “Il brevetto scomparso”. L’appuntamento è per le 18 in piazza Su Cucuru, spazio che il giovane Bachisio Fancello “Pentolinu” la cui storia del libro è dedicata, conosceva benissimo, essendo in quei tempi la piazza principale del paese.

Dialogherà con l’autrice, la professoressa Maria Meru, le letture saranno di Graziella Sale. Una storia, quella di Bachisio Fancello, raccontata più volte da La Nuova Sardegna che a Dorgali ha riportato in auge la figura di un uomo di una intelligenza superiore capace di trasformarsi in liutaio, fotografo e inventore, ma anche improvvisarsi chiromante, in via Roma a Cagliari. È grazie agli articoli del quotidiano che l’allora sindaca di Dorgali, Caterina Loi, gli intitolò una piazza e il sindaco Angelo Carta aveva preso accordi con l’archivio storico di Cagliari per far ricostruire il dispositivo parlante che Pentolinu aveva inventato. Sulla storia è stato fatto anche un video. C’era anche l’idea di fare un museo a lui dedicato ma poi non se ne fece più nulla. Adesso, la nipote Lidia, che ha sempre tenuto rapporti con Dorgali ha scritto un libro.

Il nome di Bachiso Fancello (Pentolinu), il genio sfortunato che ha inventato il sonoro del cinema seppur mai riconosciuto, si è materializzato i giorni scorsi proprio nel cinema teatro di Dorgali. Bachisio Fancello è scomparso cinquant’anni fa all’età di 65 anni, in anonimato ma circondato dall’affetto della famiglia, «un uomo che ha perso l’appuntamento con la storia» lo ha definito qualcuno. Fu Fancello il primo a realizzare il sonoro per i film, che brevettò nel 1924 quando viveva a Tempio. Era conosciuto come un ragazzo sveglio, niente di più; nessuno o quasi credette alla storia di un documento smarrito. Storia che ai piedi del monte Bardia fu battezzata come «su billete ’e Pentolinu», espressione ancora oggi usata ad indicare una storia senza capo né coda, poco credibile.

Sposato e trasferito a Tempio aprì una sala cinematografica. Ebbe l’intuizione di unire all’apparecchio di proiezione una sorta di grammofono. Nel gennaio del 1924 a Roma nell’ufficio brevetti dell’allora ministero per l’Industria il progetto venne brevettato. La notizia della scoperta arrivò fino in Francia dai fratelli Lumiére che convocarono a Parigi il dorgalese ma, il brevetto era inspiegabilmente scomparso da casa sua. Come nelle migliori sceneggiature, fu trovato 20 anni dopo a Dorgali. Quando, anziché una delle scoperte del secolo, era diventata «Su billette ’e Pentolinu».

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