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Nuoro

Sanità, confronto sulle emergenze

di Alessandro Farina
Sanità, confronto sulle emergenze

Al consiglio comunale di Bosa attesa la presenza del commissario della Assl

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BOSA. Si riunirà alle 11 di questa mattina, in seduta straordinaria e urgente il consiglio comunale di Bosa: allargato ai sindaci del territorio, alla presenza del commissario della Assl di Oristano. Ancora una volta all’ordine del giorno, la tormentata situazione dei servizi ospedalieri e territoriali. Questa volta con argomento clou la conclamata carenza di medici e specialisti tra le corsie del Mastino, nelle more del delicato ripassaggio da struttura di fatto per le cure Covid a ospedale pienamente civile. Il tutto dopo la visita lunedì scorso, fortemente voluta dal consigliere regionale del Psd’Az Alfonso Marras, del commissario straordinario dell’Ats Massimo Temussi. Che, dopo aver visitato i reparti ed essersi confrontato con gli operatori ospedalieri, era stato ricevuto dal sindaco Piero Franco Casula. Temussi ha assicurato il superamento di alcune criticità riscontrate, ed il rafforzamento dei presidi di diagnostica. Assicurazioni che il primo cittadino di Bosa attende però di vedere per iscritto, in vista della ripresa dei servizi ospedalieri, come del superamento di alcune questioni ancora aperte in quelli territoriali.

Nero su bianco, invece, c’è il quadretto non proprio idilliaco riassunto in un comunicato firmato una settimana fa dal responsabile provinciale di Oristano del sindacato Cimo, Giampiero Sulis. Che traccia un panorama di «estrema difficoltà» del Mastino, in un territorio definito come «depredato e ridotto ai minimi termini» rispetto ai servizi necessari. In ospedale, spiega Sulis «Medicina opera come reparto Covid a media-bassa intensità, con 15 posti letto». Con all’attivo tre soli medici «due spostati con ordine di servizio dal pronto soccorso, ma li rimasti in carico, ed il responsabile del servizio». Al Pronto soccorso invece opera «un solo medico, affiancato temporaneamente da cinque chirurghi, dopo la chiusura del reparto». Due gli anestesisti rianimatori in servizio, con un terzo in procinto di andare in pensione. «Pare inoltre prossimo lo spostamento di uno dei medici presso il San Martino, mentre a pieno organico ci dovrebbero essere cinque anestesisti». In radiologia «quattro i professionisti impegnati, solo due con contratto a tempo indeterminato, nelle 24 ore. Con maggiore criticità rappresentata dai tecnici di laboratorio, rimasti in due, più un tecnico spostato a Ghilarza» spiega Sulis.

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