Fronte unico dei giovani contro tutte le barriere

Macomer. Dibattito ieri in aula consiliare su scuola, disabilità e integrazione Il sindaco Antonio Succu: «Siamo fieri e orgogliosi di questi nostri ragazzi»

MACOMER. Quella dell’11 giugno a Macomer è stata una seduta straordinaria del Consiglio comunale. All’ordine del giorno c’erano “scuola e integrazione”. Nell’aula sono risuonate le testimonianze di dirigenti, insegnanti e studenti degli istituti scolastici cittadini. Un’iniziativa importante quella proposta e coordinata dal capogruppo di maggioranza, Gianfranco Congiu, che al termine dell’incontro ha invitato l’amministrazione civica a far tesoro di quanto emerso. «La comfort zone offerta agli studenti, in modo particolare a quelli con disabilità, deve essere garantita anche al termine del percorso di studi. Dobbiamo studiare politiche ad hoc per le future generazioni», ha detto.

Ogni intervento è stato carico di emozione. Nessuna frase di circostanza, solo racconti di vita vissuta nel nome dell’inclusione sociale e dell’amicizia. Come quella che oramai da sette anni lega Mauro Vigorito, ex portiere del Cagliari ora in forza al Lecce, e Francesco Chessa, atleta dello Special Team: la squadra macomerese nata nel 2011 dall’intuizione e dalla caparbietà del docente del Liceo “Galileo Galilei”, Paolo Maioli. «Tra noi due il vero campione è lui – ha precisato il calciatore professionista –. Le nostre strade si sono incrociate perché, insieme ad altri ragazzi, siamo stati protagonisti di un video che promuoveva l’abbattimento delle barriere per dare un calcio alle difficoltà».

Ma la smisurata forza d’animo di Francesco è stata d’esempio anche per Nicola Salis. Nominato Alfiere della Repubblica un anno fa, grazie al suo impegno nel sociale, ieri ha ricevuto una targa. Trattenendo a stento le lacrime ha ripercorso le tappe della sua esperienza scolastica al fianco dei compagni con disabilità.

«Fino a quando iniziative come questa verranno considerate ‘straordinarie’ significherà che avremo ancora tanto da lavorare per garantire integrazione e inclusione», questo il suo monito. Collegati in streaming alcuni ex studenti. Diverse le parole usate, uguale il concetto: mettersi a disposizione dell’altro significa fare del bene anche a se stessi. Per un giorno non c’è stata differenza tra gli alunni dell’Istituto comprensivo “Caria”, del “Galilei” o del “Satta”. Tutti, attraverso iniziative e progetti unici, hanno contribuito a far cadere muri e stereotipi. «La disabilità non è un limite – questo il messaggio lanciato all’unisono –. Usciremo da quest’aula – ha concluso il sindaco, Antonio Succu –, con la consapevolezza che il nostro è un tessuto sociale robusto. Siamo fieri e orgogliosi di questi ragazzi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes