assl e comune d’accordo
L’ospedale di Bosa sede svantaggiata
La nuova classificazione darebbe accesso alle deroghe sui servizi
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BOSA. Se in tema di servizi ospedalieri l’attesa è per la riapertura, già dai primi di luglio, del reparto di medicina e a settembre della ripresa di Chirugia, anche sulla questione dei servizi territoriali non manca l’attesa per la soluzione di una serie di questioni da tempo in agenda, che si traducono in disagi per i cittadini. Sede ancora vacante del pediatra di libera scelta, cronica carenza di logopedista e fisiatra alcuni dei punti nodali, emersi più volte negli interventi di amministratori del territorio e consiglieri comunali della città del Temo, nella riunione celebrata venerdì nell’aula consiliare di piazza Carmine a Bosa. «Si dovrebbe finalmente risolvere la cronica carenza di prestazioni per quanto riguarda la logopedia e la fisiatria, mentre un discorso a parte merita la questione del pediatra», dice il sindaco Piero Franco Casula.
Dalla dirigenza della Assl di Oristano, ha confermato in aula il commissario straordinario Cossu, è partita la presentazione «di una nuova più articolata richiesta per il riconoscimento di Bosa quale sede vacante disagiata», a quanto pare la soluzione formale che dovrebbe permettere di ottenere una deroga rispetto alla normativa nazionale, considerato che il numero di piccoli utenti sarebbe inferiore rispetto ai parametri richiesti dalla legge nazionale. La richiesta è stata fatta propria anche dal Consiglio, e presto sarà tramutata in un documento congiunto da trasmettere a Cagliari. Si cercano anche soluzioni per aumentare la frequenza dell’apertura al pubblico della farmacia ospedaliera, oggi operativa un solo giorno alla settimana. (al.fa.)
Dalla dirigenza della Assl di Oristano, ha confermato in aula il commissario straordinario Cossu, è partita la presentazione «di una nuova più articolata richiesta per il riconoscimento di Bosa quale sede vacante disagiata», a quanto pare la soluzione formale che dovrebbe permettere di ottenere una deroga rispetto alla normativa nazionale, considerato che il numero di piccoli utenti sarebbe inferiore rispetto ai parametri richiesti dalla legge nazionale. La richiesta è stata fatta propria anche dal Consiglio, e presto sarà tramutata in un documento congiunto da trasmettere a Cagliari. Si cercano anche soluzioni per aumentare la frequenza dell’apertura al pubblico della farmacia ospedaliera, oggi operativa un solo giorno alla settimana. (al.fa.)
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