“Condividi conoscenze” a Macomer
Il Comune promuove uno scambio di esperienze tra universitari e studenti
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MACOMER. “Condividi conoscenze”. È il nome del progetto ideato dall’assessore ai Servizi sociali, Rossana Ledda, e dal consigliere alle politiche giovanili del Comune di Macomer, Gianni Delpiano. Uno scambio di esperienze e saperi tra 10 studenti universitari, in possesso della laurea triennale, e gli alunni degli istituti superiori cittadini. Per l’occasione, i primi vestiranno i panni dei professori tenendo dei corsi formativi attinenti al loro indirizzo di studi. «Le lezioni, che dovranno essere minimo una decina – spiega Rossana Ledda – si svolgeranno, in presenza, nei locali della biblioteca e saranno rivolte a ristretti gruppi di ragazzi. L’obiettivo è quello di mettere insieme i nostri giovani creando connessioni positive che possano valorizzare le competenze di cui sono in possesso”. In cambio del loro impegno, i “dottori” riceveranno un riconoscimento economico di 200 euro. «Da spendere – sottolinea l’esponente della giunta Succu – esclusivamente negli esercizi commerciali macomeresi». E se da un lato si strizza l’occhio alla cultura dall’altro si cerca di sostenere gli esercenti duramente provati da un anno e mezzo di pandemia. «’iniziativa esalta le nuove generazioni della nostra comunità stimolandole a mettersi in gioco. A unirsi per conoscersi e instaurare rapporti di amicizia», aggiunge Gianni Delpiano. Desiderato fortemente, il progetto è frutto della riflessione su come e su quanto il confinamento, le misure restrittive anti Covid e la didattica a distanza abbiano influito in modo negativo sulla vita degli studenti. Poco importa che siano iscritti a una facoltà universitaria o una scuola secondaria di secondo grado. «I ragazzi sono stati costretti a restare a casa. A non andare più in classe, a non frequentare gli atenei. Il periodo che ci siamo lasciati alle spalle – ammette Rossana Ledda – è stato faticoso e molto duro per tutti, a maggior ragione per loro. “Condividi conoscenze” vuol essere una sorta di risarcimento per il sacrificio e le rinunce che hanno dovuto sopportare». Se da un lato la dad ha permesso la prosecuzione delle attività curriculari, dall’altro ha avuto ripercussioni serie sugli alunni. Calo dell’attenzione, difficoltà nell’apprendimento e dispersione scolastica ne sono un esempio. Grazie ai corsi tenuti dagli universitari si cercherà di coinvolgere gli altri alunni. Di catturare la loro attenzione, suscitando la curiosità e l’interesse persi per strada nel lungo momento di stand by. L’avviso pubblico e le domande di partecipazione al progetto si trovano nel sito del Comune. (a.p.)
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