Modolo vince la guerra dell’acqua

Abbanoa aveva citato il piccolo comune per mezzo milione di euro. Il tribunale gli ha dato torto

MODOLO. Il gigante crolla davanti al topolino. Un po’ come Davide contro Golia anche Modolo si gode la sua vittoria, questa volta giudiziaria. Piccolo ma capace di sapersi difendere benissimo. La sentenza pronunciata qualche giorno fa dal giudice monocratico del Tribunale di Oristano (sezione civile) Tania Scanu lo dice a chiare lettere. Nella controversia che durava da ormai due lustri è la sentenza di sei pagine a dare completamente ragione al comune di Modolo (gestore autonomo del servizio idrico) e annulla le pretese creditorie di Abbanoa, in questo caso per una cifra superiore ai 500mila euro. Cifre da default per un piccolo Comune che oggi ha invece più forza e appeal per costruire il proprio futuro. Per la Spa Abbanoa (avvocati Salvatore Madau e Giuseppe Macciotta), c’era stato da parte del comune di Modolo (assistito dall'avvocato Giuseppe Longheu) un “ingiustificato arricchimento” a causa delle forniture idriche effettuate dal 2006 al 2015. Insomma l’ente idrico lamentava una perdita patrimoniale a causa dall’esecuzione di forniture (“a bocca di serbatoio”) in favore dell’ente, che si sarebbe ingiustificatamente avvantaggiato – rifiutando di pagarne i corrispettivi – dei servizi di captazione, potabilizzazione e adduzione dell’acqua. Per il giudice la pretesa di Abbanoa è infondata e per questo non può essere accolta. Il comune di Modolo ha resistito in giudizio asserendo di espletare in autonomia i vari servizi. È inoltre emerso che, giunta nel ripartitore, l’acqua, attraverso condutture lunghe circa due chilometri della cui manutenzione si occupa il comune, è convogliata in una vasca di raccolta dell’acquedotto modolese, e sempre a esclusiva cura dell’ente, qui ha subito e subisce i processi di clorazione e controllo preliminari all’immissione nella rete idrica e alla distribuzione agli utenti finali.

“Deve ritenersi provato che il comune di Modolo espleti, in autonomia, le attività di potabilizzazione e adduzione dell’acqua, prestazioni che, secondo Abbanoa, dovrebbero essere incluse nel sistema di fornitura a bocca di serbatoio”, ha rimarcato il giudice nella sentenza. Inoltre Abbanoa agendo in giudizio per essere indennizzato non avrebbe fornito alcuna prova di questo suo impoverimento.

«È l'ennesima condanna di Abbanoa al pagamento delle spese legali sostenute dal Comune per resistere in giudizio a tutela delle proprie prerogative e soprattutto per far valere le proprie legittime ragioni nell'esclusivo interesse della comunità amministrata», ha detto il sindaco di Modolo Omar Hassan.

«Spiace che a pagare l'arroganza di Abbanoa siano poi i cittadini sardi sulle cui bollette gravano le diverse spese legali che annualmente la società spende per fare la guerra agli utenti e agli enti che ne hanno la proprietà. Speriamo che il nuovo CdA cambi rotta e riveda il proprio rapporto con i soci improntandolo al dialogo e alla leale collaborazione», ha concluso il sindaco Hassan.

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