Siniscola tentato omicidio 12 mesi di messa alla prova
di Kety Sanna
La decisione del presidente del Tribunale per i minori di Sassari per gli imputati Tre 16enni a gennaio avevano picchiato e lanciato da un ponte un loro coetaneo
2 MINUTI DI LETTURA
SINISCOLA. Avevano chiesto di essere giudicati con rito abbreviato e di essere ammessi a un progetto di recupero studiato dagli assistenti sociali. I tre giovani di Siniscola, accusati di tentato omicidio per aver lanciato un coetaneo da un cavalcavia, attraverso i loro avvocati hanno ottenuto la sospensione del processo e l’affidamento ai servizi minorili dell’amministrazione della giustizia. Il presidente del tribunale per i minorenni di Sassari, Guido Vecchione che aveva già concesso l’istituto della messa alla prova all’imputato difeso dall’avvocato Gianluca Sannio, nel corso dell’udienza del 20 maggio, ieri al processo che si è celebrato nel palazzo di via Papa Giovanni Paolo II, ha stralciato la posizione di un secondo imputato, difeso dall’avvocata Luisella Pirisi.
Gli ha revocato la misura cautelare e ha accolto la richiesta di messa alla prova formulata dal suo legale, concedendogli un percorso di recupero di 12 mesi. Il minore trascorrerà questo periodo in comunità dove seguirà un programma di riabilitazione e reinserimento in ambito lavorativo e sociale. Il 16 luglio del prossimo anno, se il percorso si concluderà con esito positivo, il giudice con sentenza, potrà dichiarare estinto il reato. Sempre nel corso dell’udienza di ieri, il presidente Vecchione ha rinviato al 21 luglio, il riesame del progetto di messa alla prova per il terzo imputato, difeso dall’avvocata Giovanna Serra.
Stando all’accusa i tre sedicenni, il 15 gennaio scorso, si erano resi protagonisti di una spedizione punitiva nei confronti di un loro coetaneo, originario di un centro della bassa Gallura. La vittima era stata aggredita, picchiata e buttata giù da un cavalcavia, sulla statale 125 alla periferia di Siniscola. Il regolamento dei conti sarebbe scattato per una ragazza contesa. I tre minori avevano affrontato il loro avversario tentando di strangolarlo e poi colpendolo con una pietra al volto, prima di spingerlo giù da un ponte alto tre metri. Per fortuna la caduta era stata attutita dai cespugli sottostanti, altrimenti l’esito del volo avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Ferito e contuso, il minore soccorso da un’ambulanza del 118, aveva raccontato agli operatori di essere stato aggredito da una banda composta da tre suoi coetanei. L’episodio era stato segnalato ai carabinieri che avevano fatto partire le indagini: i presunti aggressori erano stati subito rintracciati, identificati e, successivamente, collocati in comunità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gli ha revocato la misura cautelare e ha accolto la richiesta di messa alla prova formulata dal suo legale, concedendogli un percorso di recupero di 12 mesi. Il minore trascorrerà questo periodo in comunità dove seguirà un programma di riabilitazione e reinserimento in ambito lavorativo e sociale. Il 16 luglio del prossimo anno, se il percorso si concluderà con esito positivo, il giudice con sentenza, potrà dichiarare estinto il reato. Sempre nel corso dell’udienza di ieri, il presidente Vecchione ha rinviato al 21 luglio, il riesame del progetto di messa alla prova per il terzo imputato, difeso dall’avvocata Giovanna Serra.
Stando all’accusa i tre sedicenni, il 15 gennaio scorso, si erano resi protagonisti di una spedizione punitiva nei confronti di un loro coetaneo, originario di un centro della bassa Gallura. La vittima era stata aggredita, picchiata e buttata giù da un cavalcavia, sulla statale 125 alla periferia di Siniscola. Il regolamento dei conti sarebbe scattato per una ragazza contesa. I tre minori avevano affrontato il loro avversario tentando di strangolarlo e poi colpendolo con una pietra al volto, prima di spingerlo giù da un ponte alto tre metri. Per fortuna la caduta era stata attutita dai cespugli sottostanti, altrimenti l’esito del volo avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Ferito e contuso, il minore soccorso da un’ambulanza del 118, aveva raccontato agli operatori di essere stato aggredito da una banda composta da tre suoi coetanei. L’episodio era stato segnalato ai carabinieri che avevano fatto partire le indagini: i presunti aggressori erano stati subito rintracciati, identificati e, successivamente, collocati in comunità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
