Attentato ai Trubbas scarcerato il ventenne
Il Riesame accoglie il ricorso della difesa di Cherchi e annulla l’ordinanza Cinque indagati per la bomba allo studio legale dei due cugini di Siniscola
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SINISCOLA. È tornato in libertà Daniele Efisio Cherchi, il giovane (ha 20 anni) di Siniscola, arrestato il primo giugno per l’attentato dinamitardo compiuto il primo marzo dell’anno scorso, allo studio degli avvocati Luciano e Claudio Trubbas,cugini tra di loro. Davanti all’ingresso dello studi legale, in via De Gasperi, era stato fatto esplodere un ordigno. Le indagini, condotte dalla Squadra mobile della questura di Nuoro, avevano condotto all’individuazione di Cherchi quale presunto responsabile. L’arresto del giovane era stato disposto dal Gip del tribunale di Nuoro Claudio Cozzella, su richiesta del sostituto procuratore Emanuela Porcu. Altre quattro persone sono state indagate: tra queste, il padre di Cherchi e altre persone appartenenti alla cerchia delle frequentazioni strette della famiglia
Cherchi è stato rimesso in libertà su decisione del Tribunale del riesame di Sassari, al quale si è rivolto il suo legale, avvocato Pietro Diaz. Il Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare che, secondo l’avvocato Diaz, presentava un vizio di motivazione, unito alla mancanza di gravi indizi di colpevolezza. E il riconoscimento di Cherchi, grazie alle telecamere della videosorveglianza, non offrirebbe le certezze che l’accusa riterrebbe di rilievo.
Anche il movente posto alla base delle accuse è ritenute dalla difesa inconsistente. Secondo gli investigatori, alla base di tutto ci sarebbe un episodio che ha visto protagonista uno dei quattro indagati a piede libero. Nel 2019 il figlio maggiorenne dell’avvocato Luciano Trubbas si imbattè in Cherchi e in uno degli attuali indagati, un suo amico, in un locale di Siniscola. Ne nacque un diverbio, che probabilmente aveva in qualche modo a che fare con un contrasto su un immobile tra le famiglie Cherchi e Trubbas. La lite rischiò di degenerare però quando l’amico di Cherchi tirò fuori un fucile e lo puntò verso il giovane Trubbas. Ma quello che in una frazione di secondo poteva diventare un episodio gravissimo per fortuna di tutti rimase solo una terribile intimidazione. Cherchi e l’amico abbandonarono i loro propositi e il fattaccio non ebbe seguito. Neppure sul fronte investigativo, perché secondo quanto ha sostenuto la polizia l’episodio non fu denunciato, ma è venuto alla luce nel corso delle indagini.
L’attentato, compiuto pochi giorni prima del lockdown per il Covid, sarebbe stato però il prosieguo di quell’episodio. Ma ora il Tribunale del riesame ha dato un’altra lettura agli elementi raccolti e ha disposto la scarcerazione di Daniele Efisio Cherchi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Cherchi è stato rimesso in libertà su decisione del Tribunale del riesame di Sassari, al quale si è rivolto il suo legale, avvocato Pietro Diaz. Il Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare che, secondo l’avvocato Diaz, presentava un vizio di motivazione, unito alla mancanza di gravi indizi di colpevolezza. E il riconoscimento di Cherchi, grazie alle telecamere della videosorveglianza, non offrirebbe le certezze che l’accusa riterrebbe di rilievo.
Anche il movente posto alla base delle accuse è ritenute dalla difesa inconsistente. Secondo gli investigatori, alla base di tutto ci sarebbe un episodio che ha visto protagonista uno dei quattro indagati a piede libero. Nel 2019 il figlio maggiorenne dell’avvocato Luciano Trubbas si imbattè in Cherchi e in uno degli attuali indagati, un suo amico, in un locale di Siniscola. Ne nacque un diverbio, che probabilmente aveva in qualche modo a che fare con un contrasto su un immobile tra le famiglie Cherchi e Trubbas. La lite rischiò di degenerare però quando l’amico di Cherchi tirò fuori un fucile e lo puntò verso il giovane Trubbas. Ma quello che in una frazione di secondo poteva diventare un episodio gravissimo per fortuna di tutti rimase solo una terribile intimidazione. Cherchi e l’amico abbandonarono i loro propositi e il fattaccio non ebbe seguito. Neppure sul fronte investigativo, perché secondo quanto ha sostenuto la polizia l’episodio non fu denunciato, ma è venuto alla luce nel corso delle indagini.
L’attentato, compiuto pochi giorni prima del lockdown per il Covid, sarebbe stato però il prosieguo di quell’episodio. Ma ora il Tribunale del riesame ha dato un’altra lettura agli elementi raccolti e ha disposto la scarcerazione di Daniele Efisio Cherchi.
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