Dopo undici anni finisce l’avventura della Croce verde

Macomer. L’associazione: «14mila euro al mese sono pochi» Il sindaco Succu: «Ma l’ambulanza infermieristica resterà»

MACOMER. Dopo 11 anni, la Croce verde di Macomer non rinnoverà la convenzione per gestire il servizio dell’ambulanza infermieristica. «Garantiremo comunque l’operatività dell’India, mezzo con a bordo autista, soccorritore e professionista sanitario, fino a quando non ci sarà la manifestazione di interesse – assicura la presidente, Francesca Maulu – La decisione, sofferta, è stata dettata da questioni economiche. I 14 mila euro mensili non erano sufficienti a sostenere tutte le spese, comprese quelle variabili che riguardano i nostri interventi. Questo ci ha costretti, nostro malgrado, a fare un passo indietro», aggiunge con rammarico. In città la notizia ha creato sgomento e qualche timore. Per giorni si sono susseguite informazioni fuorvianti che davano per sicuro lo smantellamento del presidio. «È vero, i cittadini in apprensione per l’incertezza legata a un passaggio così delicato sono stati numerosi, ma posso affermare con cognizione di causa – sottolinea il sindaco, Antonio Succu – che l’ambulanza infermieristica continuerà ad avere base a Macomer. Ho avuto modo di interloquire con il commissario straordinario dell’Areus, Cinzia Bettelini, che mi ha fornito tutte le rassicurazioni in merito. Anzi, c’è di più. Ha, inoltre, dato la sua piena disponibilità a valutare, e quindi a prendere in seria considerazione, l’ipotesi di istituire pure l’ambulanza medicalizzata. Chiaramente restiamo in attesa di sviluppi, confidando che le promesse si trasformino presto in azioni concrete». Avere in dotazione il mezzo sarebbe una manna dal cielo per l’intero territorio. Una sicurezza in più per quanti, in stato di necessità, potrebbero essere soccorsi in tempi più celeri rispetto a quanto non avvenga al momento. I centri più vicini che dispongono dell’ambulanza con a bordo un medico si trovano a Nuoro e a Ghilarza. È chiaro che se all’elenco si aggiungesse il capoluogo del Marghine, sarebbe più semplice intervenire in modo più tempestivo per poi trasportare il paziente nella struttura ospedaliera indicata. Si lavora da anni perché l’obiettivo venga centrato. Ora parrebbe che i tempi siano maturi. «Si tratta di una bella notizia. Speriamo davvero che possa accadere presto. Le nostre comunità avrebbero bisogno di fare affidamento su questo servizio aggiuntivo essenziale – afferma Francesca Maulu – intanto la Croce verde continuerà a fornire il suo prezioso aiuto, anche grazie alla convenzione di base col 118. L’impegno dei nostri volontari è encomiabile». L’associazione, nata nel marzo del 1977, è la seconda più longeva della città dopo l’Avis.

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