La Nuova Sardegna

Nuoro

Forestas non smobilita, il dg rassicura Macomer

di Alessandra Porcu
Forestas non smobilita, il dg rassicura Macomer

Mele smentisce la chiusura del punto antincendi di Monte Sant’Antonio Proseguono le indagini sulle cause del rogo che sabato ha distrutto 450 ettari

2 MINUTI DI LETTURA





MACOMER. Il punto antincendio di stanza nel monte Sant’Antonio a Macomer per adesso dovrebbe rimanere operativo, così come gli altri presenti nell’isola. «In merito – ha affermato il direttore generale di Forestas, Salvatore Mele – dovrà intervenire la Regione con una legge apposita. Bisognerà rivedere il sistema contrattuale per gli addetti al lavoro. Si tratta, in tutto, di qualche migliaio di persone. Se l’attuale norma in vigore decadrà, il posto del 50% degli occupati potrebbe essere a rischio».

La questione è quanto mai attuale, alla luce delle catastrofiche conseguenze del vasto incendio divampato nei giorni scorsi nelle campagne che circondano la città del Marghine, mentre ieri un altro incendio, a Sa Matta, ha richiesto l’impiego di due elicotteri. Meno di due settimane fa il sindaco, Antonio Succu, in apprensione per le sorti del presidio, aveva inviato una nota ufficiale all’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis, al commissario straordinario di Forestas, Giovanni Caria, e al Prefetto di Nuoro, Luca Rotondi. Nel documento si chiedeva di conoscere le reali intenzioni in merito al punto antincendio macomerese. Le voci insistenti di un suo possibile smantellamento avevano generato apprensione nei cittadini che, numerosi, avevano segnalato il problema.

Per ora, dunque, tutto dovrebbe rimanere com’è. «La presenza di Forestas nel fronteggiare il terribile rogo dello scorso fine settimana – ha affermato Antonio Succu – è stata fondamentale. Indispensabile come quella degli uomini dei Vigili del fuoco, della Forestale e della Protezione civile. Ciò significa che non si può prescindere dalla loro presenza sul territorio, anche e soprattutto nell’ottica della prevenzione».

E di prevenzione ha parlato pure l’assessore regionale Gianni Lampis. Lunedì mattina, nel corso della sua visita a Macomer e del sopralluogo nelle aziende agricole danneggiate dal fuoco e nell’area di Tossilo, lambita anch’essa dalle fiamme, ha rimarcato in modo deciso la necessità di tenere puliti i terreni. Di attenersi alle direttive imposte a livello regionale e comunale. «Un obbligo che spetta non solo ai privati cittadini ma anche ai Consorzi industriali. Chi non rispetta le regole – ha tuonato – deve essere sanzionato duramente».

Intanto sul fronte investigativo proseguono senza sosta le indagini del Corpo forestale. Si stanno visionando, una per una, le immagini di diverse telecamere di videosorveglianza. Le fiamme che hanno mandato in fumo 450 ettari tra campi, uliveti e vigneti potrebbero essere di origine dolosa. Al momento, però, non si esclude nessuna ipotesi. Solo i rilievi e le verifiche potranno appurare l’esatta dinamica dell’accaduto. Un incendio che ha tenuto la cittadina in ostaggio per diverse ore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative