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Nuoro

processo “Oloè bis” 

I testi: «Le varianti al progetto del ponte autorizzate dall’Anas»

I testi: «Le varianti al progetto del ponte autorizzate dall’Anas»

NUORO. Gli ingegneri Antonio Calamandrè e Valerio Mele, all’epoca dei fatti, rispettivamente, dirigente delegato del commissario Anas per gli appalti, e capo dipartimento dell’azienda strade, sono...

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NUORO. Gli ingegneri Antonio Calamandrè e Valerio Mele, all’epoca dei fatti, rispettivamente, dirigente delegato del commissario Anas per gli appalti, e capo dipartimento dell’azienda strade, sono stati sentiti come testi della difesa al processo “Oloè bis” che vede imputati Gianfranco Castiglioni, direttore tecnico dell’impresa Sacramati, Antonio Giacobbe, direttore dei lavori per conto dell’Anas e Roberto Sacramati, titolare dell’impresa che aveva compiuto le opere di restauro del ponte dopo il tragico crollo del 2013, in cui perse la vita il poliziotto Luca Tanzi. Per gli imputati (difesi dagli avvocati Luca Accardo, Maurizio Serra e Valerio Fundarò), l’accusa è di aver commesso una frode in pubbliche forniture per aver fornito cose diverse per quantità, qualità e provenienza rispetto a quanto pattuito nell’ambito dell’appalto relativo ai lavori di restauro del viadotto di Oloè. «Dopo l’alluvione – ha detto Calamandrè – erano state individuate squadre di sopralluogo per la valutazione dei danni e si era fatta una prima divisione degli interventi. L’Anas aveva fatto una prima selezione dei progetti, redatti da soggetti terzi e poi approvati. Per il ponte di Oloè era stato richiesto un intervento di adeguamento. Le varianti al progetto le avevamo valutate noi, il direttore dei lavori e i nostri tecnici che avevano fatto stime, anche economiche, prima dell’autorizzazione. La modifica al progetto originario – ha aggiunto l’ingegnere – prevedeva un’opera provvisoria che poi andava completata con una definitiva». Valerio Mele, allora capo dipartimento dell’Anas per la Regione Sardegna, ha spiegato l’iter per la realizzazione dei lavori lungo la Sp tra Oliena e Dorgali: «A Oloè si dovevano ripristinare elementi danneggiati – ha detto –. Il progetto era stato approvato dal commissario». Il processo riprenderà il 27 settembre. (k.s.)

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