Onanì laboratorio sull’arte dei murales

L’iniziativa dell’amministrazione comunale rivolta ai giovani del paese

ONANÌ. Il muro anteriore del vecchio cimitero verrà decorato con i murales, tramite un laboratorio estivo. Un ulteriore arricchimento per i rioni del paese, con l’arte di Diego Asproni e di altri noti muralisti, che tappezzano le pareti delle case, mentre una serie di sculture caratterizzano alcuni angoli del paese. C’è chi ha definito Onanì “un paese d’arte” e “un museo a cielo aperto”. E non a torto. Sempre apprezzato il murales realizzato a fine anni Novanta da Carina Pinna, Giorgio Bundone, Maria Antonietta Satta e artisti dell'Accademia di Brera; il simposio di scultura, tenuto 10 anni fa, curato da Carina Pinna e Diego Contu, con l’obiettivo di evidenziare la “Spiritualità” dei 4 elementi di Onanì (Terra-Abba-Aghera-Focu), auspici 6 artisti:Van Hoang Huynh (Vietnam), Skhaelly Ramos (Messico), Antonella Tiozzo (Veneto), Cinzia Porcheddu, Franco Cadeddu (Sardegna) e l'onaniese Diego Contu.

E ancora Carina Pinna, Giorgio Bundone hanno ripristinato i murales del nuovo cimitero dove spiccano i santi cari alla gente del posto. Sempre gli artisti Pinna, Bundone e Satta, durante il simposio hanno ripristinato il murale del vecchio mulino di tziu Natalinu.

Adesso la giunta comunale si è espressa per l’attivazione del laboratorio dei murales. «L’obiettivo – ha sottolineato l’amministrazione comunale – è far conoscere ai bambini del paese, l’arte e la storia dei murales, tradizione tipica della Sardegna».

A tal fine erano già state inserite le risorse necessarie nel bilancio di previsione triennale 2021-2023. Il testimone passa ora all'ufficio tecnico per predisporre gli atti per l’attivazione del laboratorio estivo e per individuare gli artisti che dovranno realizzare le pitture sulla facciata del vecchio cimitero.

La delibera è stata approvata all'unanimità. Quindi non resta che attendere per vedere concretizzata l’ultima idea dell’amministrazione comunale di Onanì che intende in questo modo arricchire il paese, facendolo diventare un richiamo per i turisti, come borgo di cultura agro-pastorale.

Una carta vincente per il centro che ha tutte le carte in regola per diventare un punto di attrazione.

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