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Ultimo saluto al maresciallo Piras

di Claudia Carta
Ultimo saluto al maresciallo Piras

Folla a Jerzu per il funerale del barracello morto in un incidente stradale al bivio di Ghilarza

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JERZU. C’erano tutti ieri sera nella parrocchiale di Sant’Erasmo per salutare Graziano Piras, maresciallo capo della compagnia barracellare di Cabras, nonché presidente del Saropol, il sindacato autonomo regionale degli operatori di polizia locale che ha perso la vita nel tragico incidente avvenuto nella tarda mattina di domenica sulla ss131, all’altezza del bivio per Ghilarza, mentre faceva ritorno a casa e la cui dinamica è ancora da stabilire. Verde e giallo, i colori del Corpo barracellare, erano dominanti fra i banchi dinanzi l’altare centrale. Numerose le compagnie presenti: da Cabras ad Alghero, passando per Sennori, Macomer e Jerzu. Accanto a loro anche il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, la polizia municipale di Cabras con il primo cittadino, l’intera squadra dei volontari dell’associazione Croce verde La Mimosa nella quale Graziano prestava servizio: «A te che sei stato un volontario impeccabile – sono state le loro parole – e sempre disponibile, cavalier gentile dall’allegria contagiosa e dalla battuta pronta. Ma soprattutto un amico insostituibile, un abbraccio fraterno dai colleghi della Croce verde 1994/2005». Le disposizioni anti Covid e le misure di prevenzione e sicurezza non hanno consentito a tutti l’ingresso nella chiesa jerzese, ma tutti erano comunque presenti, stretti intorno ai familiari dell’agente. C’è chi ha salutato il collega, chi il vicino di casa, chi l’operaio artefice dei lavori di pulitura, potatura e sistemazione della campagna, chi il tassista/accompagnatore, chi l’amico di una vita o il compagno di turno in ambulanza, chi il campanaro, chi l’artista. Poliedrico e versatile, Graziano era un’infinità di modi ed espressioni differenti che gli jerzesi, e non solo, hanno avuto occasione di conoscere e apprezzare. Palpabile la profonda commozione fra i berretti verdi: vestire la divisa per il maresciallo Piras era al tempo stesso onore e impegno, rispetto e abnegazione. La stessa emozione che si respirava nelle parole del parroco, don Michele Loi: «Quelle campane che da sempre ha suonato, facendole vibrare di gioia nei momenti lieti della nostra comunità, oggi raccontano il lamento e il lutto. Ma tutti insieme accompagniamo Graziano come si accompagna uno di famiglia, perché era tale per tutti coloro che lo hanno portato nel cuore». Lacrime e nostalgia anche sulle note del coro polifonico della parrocchia, di cui Graziano faceva parte da giovanissimo e di cui andava fiero. Quando il feretro esce sul sagrato della chiesa, in una piazza ancora assolata, il saluto dei colleghi venuti da tutta la Sardegna avvolge il giovane barracello jerzese, mentre nell’aria risuona alta e struggente la sirena delle ambulanze e dei mezzi in dotazione alle compagnie in un abbraccio che sa di eternità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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