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Nuoro

Il MacLula prende piede dal murale icona del paese

di Bernardo Asproni
Il MacLula prende piede dal murale icona del paese

Asproni, Del Casino e Orunesu al lavoro per recuperare l’opera del 1981 «Simbolo di una battaglia vinta. Il museo d’arte contemporanea aprirà ad aprile»

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LULA. Il sogno di realizzare il Museo di arte contemporanea, il MacLula, non tarderà a diventare realtà, auspice la coppia Domenico Fumagalli-Mariolina Mannia. Ieri lo storico murale che tappezza la parete esterna in piazza Rosa Luxemburg di uno dei tre locali destinati a ospitare l’importante servizio culturale-artistico, è stato rivisitato e rinnovato dagli artisti che lo avevano realizzato quaranta anni fa, Diego Asproni e Francesco Del Casino, con la collaborazione di Nico Orunesu. Un’opera tanto cara ai lulesi in quanto datata 1981, quando incombeva il taglio del bosco in quella sorta di “Paradiso terrestre”, che è il massiccio del Mont’Albo. «A fine settembre – ha puntualizzato Fumagalli – finiremo con la ristrutturazione dei due locali per le esposizioni e della casa degli artisti e deposito. Poi si procederà con la sistemazione degli interni con tutte le opere.

Salvo imprevisti l’inaugurazione si presume che si possa tenere nel mese di aprile. Per noi il lavoro di Del Casino, Asproni e Orunesu è importante perché suggella il nostro progetto con la rivisitazione e ripristino nella sua bellezza». E chiude: «Siamo grati perché potrà rivalutare le periferie bianche dei piccoli centri, con le espressioni artistiche». I primi passi del MacLula si sono mossi nel 2018 con la pubblicazione di un bando internazionale per un concorso di idee sulla progettazione dell’insieme, rivolti ad architetti e ingegneri. Nel mese di dicembre successivo la scelta era caduta sull’architetto Luca Zecchin che, predisposte le carte progettuali, hanno consentito di compiere passi in avanti nel recupero delle strutture. «Recuperare è stato possibile – ha sostenuto Zecchin – a seguito delle indicazioni degli uffici della Sovrintendenza, Ufficio turistico di Nuoro, Ufficio tecnico comune di Lula. Ed erano strutture che si rischiava di perdere». Diego Asproni ha ripreso il discorso del restauro del murale collegandolo al nascituro Museo: «Una funzione, che a 40 anni dalla realizzazione rinnova la memoria di quello che era successo, per impedire il taglio del bosco. Questo restauro è una metafora che darà vita all’albero ferito, agli altri elementi della natura, per dare vita a una battaglia di popolo che il paese di Lula ha vinto». «Con un lavoro collettivo» hanno aggiunto Del Casino e Orunesu. Antonio Marras, uno dei quattro ragazzi delle scuole medie che nel 1981 avevano collaborato con Del Casino e Asproni, ha commentato: «È artisticamente bello, una specie di icona, per una battaglia vinta». E intanto la gente, che vede gli artisti all’opera, ammira e commenta il lavoro in corso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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