Una sfida sociale che può dare valore aggiunto alle zone interne
LULA. Era stato realizzato nel 1981, esattamente il 13 novembre del 1981. Firmato da Diegu Asproni, Franziscu De Casino, Antoni Marras, Nico Orunesu, Toninu Sale, Sandro Casiddu e Rino Cossu. Dopo...
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LULA. Era stato realizzato nel 1981, esattamente il 13 novembre del 1981. Firmato da Diegu Asproni, Franziscu De Casino, Antoni Marras, Nico Orunesu, Toninu Sale, Sandro Casiddu e Rino Cossu. Dopo quarant’anni, quel murale diventa il simbolo del nuovissimo Museo d’arte contemporanea MacLula che sta per aprire i battenti. Una sfida sociale alternativa e coraggiosa lanciata da Domenico Fumagalli e Mariolina Mannia e destinata a fare la differenza. «Un Museo di Arte Contemporanea a Lula con l’esposizione di opere dei principali artisti sardi, italiani e stranieri, che ho raccolto nel tempo e continuo ad accumulare da molti anni» racconta Fumagalli. «Abbiamo ipotizziato tre centri espositivi, tutti attorno alla sede del Museo principale» aveva spiegato Mannia nel 2018 presentando l’iniziativa. «È un progetto molto interessante, un percorso di riscatto sociale con risvolti anche sotto il profilo economico» era stata la testimonianza di monsignor Sebastiano Sanguinetti, vescovo di Tempio-Ampurias, nato e cresciuto a Lula. «Una possibilità in più – aveva sottolineato –, un valore aggiunto per le zone interne... speriamo che tutto vada in porto e che questo sogno possa realizzarsi presto». (b.a.)
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