La Nuova Sardegna

Nuoro

Pochi e appiedati i forestali a monte S. Antonio

di Alessandra Porcu
Pochi e appiedati i forestali a monte S. Antonio

Il sindaco di Macomer denuncia tagli all’organico e scarsità di mezzi nel presidio antincendi

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MACOMER. «Dalle informazioni in nostro possesso, parrebbe che il punto Forestas di stanza nel monte di Sant’Antonio non disporrebbe del mezzo idoneo, nello specifico di un pick up con dispositivo antincendio. Per questo motivo– sottolinea il sindaco di Macomer, Antonio Succu – il personale non può essere adeguatamente impiegato nella lotta ai roghi». Come se non bastasse sembrerebbe, invece, che in altre sedi isolane ci siano dei veicoli, anche non utilizzati, in esubero. «Al momento, sono ancora in attesa che l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente e i vertici di Forestas forniscano chiarimenti su una questione di priorità assoluta come quella che riguarda il nostro punto antincendio territoriale. Confidiamo – puntualizza il primo cittadino – nella lealtà e nella trasparenza fra istituzioni».

I punti da precisare sono diversi, a partire dal numero degli addetti al lavoro nel presidio macomerese. Parrebbe, anche stavolta il condizionale è d’obbligo, che al monte sia operativo solamente un turno da sette ore. Uno in meno rispetto ai due da 11 ore in attività nel 2020. Andando a ritroso nel tempo, di un altro anno, sembrerebbe che nel 2019 i turni fossero ben tre da 11 ore ciascuno, capaci dunque di assicurare un monitoraggio pressoché continuo dell’area. «Dov’è finito il personale Forestas impiegato fino a 12 mesi fa a Macomer? – continua a domandare Antonio Succu – È da ritenersi fondata la possibilità che alcuni di questi operai siano destinati a essere trasferiti a Oristano?».

Quesiti che oltre una settimana fa sono stati posti nero su bianco in una comunicazione ufficiale indirizzata all’assessore regionale competente, Gianni Lampis, al commissario straordinario di Forestas, Giovanni Caria, e al direttore generale, Salvatore Mele. Come ribadito dal sindaco, a oggi non è intercorsa nessuna nuova interlocuzione con Ras e Agenzia forestale regionale per lo sviluppo del territorio e dell’ambiente della Sardegna. L’ultimo faccia a faccia risale a lunedì 5 luglio quando l’esponente della Giunta Solinas si è recato a Macomer per effettuare un sopralluogo nelle aree distrutte dal vasto incendio che, nel fine settimana precedente, era divampato nelle campagne circostanti la città del Marghine per poi arrivare nella zona industriale di Tossilo. 450 gli ettari di terreni, pascoli, uliveti e vigneti andati in fumo. A oltre due settimane di distanza non si ha ancora la stima effettiva dei danni alle aziende agricole, al patrimonio edilizio e ai beni mobili messi in ginocchio dalle fiamme. Nei giorni scorsi il Comune ha dichiarato lo stato di calamità, predisponendo la modulistica per le domande. Ci sarà tempo fino alle 13 del 9 agosto per presentarle all’ufficio protocollo.



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