Lollove rinasce col suo Festival
Successo della rassegna letteraria deleddiana. Siotto: «Siamo già al lavoro per la terza edizione»
3 MINUTI DI LETTURA
NUORO. «Siamo già al lavoro per una terza edizione ancora più ricca». Non perde tempo, Graziano Siotto. Appena archiviata la seconda edizione del Festival letterario deleddiano, il direttore organizzativo dell’evento guarda subito avanti, «soddisfatti di esser riusciti a far rivivere la Lollove deleddiana descritta nel romanzo “La madre” attraverso la cultura e le arti». Chiuso domenica scorsa, il Festival ha messo in movimento decine di autori, autrici, artisti, associazioni culturali e compagnie teatrali e musicali per tre giorni hanno vivacizzato Lollove. «Da Vanessa Roggeri a Anthony Muroni, da Alessandra Derriu a Francesco Abate, da Massimiliano Fois a Chiara Manca con il suo Mancaspazio e Claudia Piras, tutti e tutte hanno richiamato il folto pubblico che ha animato i vicoli e i giardini del villaggio in pietra a pochi chilometri da Nuoro» aggiunge Siotto, autore anche lui di diversi libri (il più recente, “L’orfanotrofio di Nuoro”, è stato presentato proprio al Festival di Lollove).
Oltre 800 le presenze registrate in appena tre giorni, 17 gli eventi proposti dal calendario 2021, l’anno delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Grazia Deledda. Un evento nell’evento, visto anche il conferimento per l’occasione della “Medaglia di rappresentanza” del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
«Il Festival letterario deleddiano a Lollove alla sua seconda edizione ha fatto veramente balzi da gigante» sottolinea la critica Neria De Giovanni, direttrice artistica della rassegna. «Tra le case in pietra di Lollove, i suoi cortili, le vie – dice –, hanno risuonato le voci di tante scrittrici e scrittori venuti da ogni parte dell’isola, insieme ad artisti che hanno dimostrato come Grazia Deledda, a 150 anni dalla nascita, è veramente tornata tra la sua gente, amata e letta. Riscoperta». «Gli scrittori hanno presentato i loro libri in spazi all’aperto molto suggestivi come la Casa Borra e la Casa Museo e il piazzale antistante la chiesa di Santa Maria Maddalena».
«Mi auguro – va avanti De Giovanni – che la terza edizione del Festival possa avere sempre di più la vicinanza anche economica delle istituzioni locali e regionali, grazie a cui potremmo invitare anche scrittrici e scrittori della penisola, rendendo merito al viaggio della Deledda che da Santu Predu di Nuoro si è spinta fino ai ghiacci di Stoccolma, restando sempre fieramente sarda ma da vera “cittadina del mondo”». «Insomma: il Festival deleddiano – sintetizza Neria De Giovanni – è stato una festa di Lollove e di tutti coloro che hanno creduto come lo stare insieme seguendo un sogno letterario, possa anche ravvivare la microeconomia di accoglienza. Da direttrice artistica non posso che ringraziare tutti i protagonisti che hanno dato vita al Festival regalandoci il loro tempo» «La rassegna – ribadisce Graziano Siotto – è stata possibile grazie al contributo della Fondazione di Sardegna, dell’Isre, del Comune di Nuoro, degli sponsor privati che l’hanno sostenuta concretamente ma anche dei ragazzi e delle ragazze dello staff e degli abitanti di Lollove» chiude il direttore artistico della manifestazione. (l.p.)
Oltre 800 le presenze registrate in appena tre giorni, 17 gli eventi proposti dal calendario 2021, l’anno delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Grazia Deledda. Un evento nell’evento, visto anche il conferimento per l’occasione della “Medaglia di rappresentanza” del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
«Il Festival letterario deleddiano a Lollove alla sua seconda edizione ha fatto veramente balzi da gigante» sottolinea la critica Neria De Giovanni, direttrice artistica della rassegna. «Tra le case in pietra di Lollove, i suoi cortili, le vie – dice –, hanno risuonato le voci di tante scrittrici e scrittori venuti da ogni parte dell’isola, insieme ad artisti che hanno dimostrato come Grazia Deledda, a 150 anni dalla nascita, è veramente tornata tra la sua gente, amata e letta. Riscoperta». «Gli scrittori hanno presentato i loro libri in spazi all’aperto molto suggestivi come la Casa Borra e la Casa Museo e il piazzale antistante la chiesa di Santa Maria Maddalena».
«Mi auguro – va avanti De Giovanni – che la terza edizione del Festival possa avere sempre di più la vicinanza anche economica delle istituzioni locali e regionali, grazie a cui potremmo invitare anche scrittrici e scrittori della penisola, rendendo merito al viaggio della Deledda che da Santu Predu di Nuoro si è spinta fino ai ghiacci di Stoccolma, restando sempre fieramente sarda ma da vera “cittadina del mondo”». «Insomma: il Festival deleddiano – sintetizza Neria De Giovanni – è stato una festa di Lollove e di tutti coloro che hanno creduto come lo stare insieme seguendo un sogno letterario, possa anche ravvivare la microeconomia di accoglienza. Da direttrice artistica non posso che ringraziare tutti i protagonisti che hanno dato vita al Festival regalandoci il loro tempo» «La rassegna – ribadisce Graziano Siotto – è stata possibile grazie al contributo della Fondazione di Sardegna, dell’Isre, del Comune di Nuoro, degli sponsor privati che l’hanno sostenuta concretamente ma anche dei ragazzi e delle ragazze dello staff e degli abitanti di Lollove» chiude il direttore artistico della manifestazione. (l.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
