Case, oltre 300 richieste Un solo alloggio libero
di Francesco Pirisi
Cresce il bisogno di case per chi ha meno disponibilità, ma sono tutte assegnate L’assessora alle Politiche sociali Moroni: «Pensiamo di acquistare dai privati»
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NUORO. Le 319 richieste di un alloggio popolare nel capoluogo oggi possono contare sulla miseria di un appartamento disponibile. Sono infatti pressoché tutti assegnati, o occupati in modo abusivo, sia gli 888 alloggi di proprietà di Area, l’azienda della Regione per l’edilizia abitativa, sia i 221 del Comune. Numeri impietosi e in più la difficoltà di modificarli. Anzi, vale il discorso contrario. Il fossato tra le richieste e le possibilità di risposte è diventato più profondo. Alle 270 domande iscritte dal 2015 nella graduatoria dell’edilizia residenziale pubblica (Erp), si sono aggiunte 64 richieste nel novero dell’emergenza abitativa. Vi rientrano a pieno titolo coloro che non hanno una casa, o per difficoltà economiche, o disagio sociale o, ancora, perché sfrattati dalla casa in affitto. L’amministrazione pensa ad alcune soluzioni immediate. L’assessora alle Politiche sociali, Fausta Moroni: «L’idea è di acquistare case private, di cui si è avuta una disponibilità alla vendita nel bando fatto da Area. Certo – aggiunge – tutto è comunque legato alle condizioni di bilancio, che verificheremo nel momento di approvare il consuntivo». Dati e propositi dell’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Soddu sono emersi la settimana scorsa, dopo un’interrogazione presentata dalla consigliera di Progetto per Nuoro, Lisetta Bidoni. «Lo sfratto a maggio di una signora disabile con tre figli minorenni – ha raccontato Bidoni – ha fatto emergere l’emergenza in quella che è la sua drammaticità. Chiedo all’amministrazione programmi e intenti – ha aggiunto – senza dimenticare che sinora ha fatto ben poco». Più del caso singolo, vale la tendenza. La crisi di lavoro e mezzi, in una città trovatasi in ritardo con la costruzione degli alloggi popolari, ha fatto nascere e crescere il fenomeno delle occupazioni abusive. Oggi se ne contano 64, divise tra alloggi di Area e comunali. Per una quindicina di queste famiglie, due anni fa è arrivato il decreto di sfratto dal tribunale. Una norma nazionale ne ha tuttavia sospeso l’esecuzione. Ma si gioca sempre con numeri stretti. Perché se negli ultimi tempi, dopo l’esame della commissione Casa, sono stati assegnati 11 alloggi nell’ambito dell’emergenza abitativa, la stessa graduatoria vede oggi altre 10 richieste d’iscrizione, che porterà il tetto da 54 a 64 domande. Oltre gli stessi casi di profonda difficoltà, il dato che dà la misura è quello dei 1109 alloggi del “fabbisogno abitativo”, che mette insieme sia gli alloggi assegnati, sia quelli delle graduatorie Erp e dell’emergenza abitativa. L’azienda Area (prima Iacp) e il Comune vi hanno risposto negli anni con oltre 1100 alloggi: non sufficienti, ma neppure pochi in una città di 34mila abitanti. Ma la differenza l’ha fatta la fame di case. Tanto da non lasciarne se non uno libero e occupabile. Perché, spiega ancora l’assessora Moroni, «alcuni sono da ristrutturare, mentre una quindicina sono stati occupati abusivamente. In tre di questi ultimi casi – aggiunge – c’è stata una regolarizzazione della situazione, consentita dalla legge per le occupazioni avvenute entro il 2014». La svolta è affidata, almeno per l’emergenza, alle costruzioni da parte del comune di 16 alloggi nei Pilotis di “Funtana Buddia” e ai 44 di “Su Pinu”. Area ne ha programmato un’altra quarantina in via Paoli. Ma si punta anche su una revisione della graduatoria: «Sarà rivista e aggiornata, per verificare i requisiti e la possibilità di mantenere il posto in classifica», conclude l’assessora Fausta Moroni. Senza dimenticare l’altra carta da giocare, con l’acquisto e la conversione in alloggi di edilizia popolare delle abitazioni private.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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