Il Centro per le famiglie sostegno per il territorio

Macomer. Una ventina i casi già presi in carico dagli operatori della struttura La vicepresidente: «Col finanziamento di 8mila euro potenzieremo le attività» 

MACOMER. Le richieste continuano ad arrivare. Aperto al pubblico lo scorso 7 aprile, lo sportello di prima accoglienza del Centro per le famiglie Marghine, con sede in via Satta, 19 a Macomer, sta diventando punto di riferimento per gli utenti del territorio. Operativo il mercoledì, dalle 9 alle 13, offre supporto sia telefonico sia in presenza. «Sono poco meno di una ventina i casi già presi in carico dalla psicoterapeuta – spiega Monica Sanna, presidente della cooperativa Millecolori che gestisce il servizio –. A chiedere aiuto, consigli e sostegno sono genitori, adulti e minori. Un target variegato e distribuito in modo omogeneo. L’accesso al servizio ha riguardato, finora, quasi tutti i dieci comuni del territorio». Promosso dalla Regione e dall’Anci Sardegna, il Centro è stato istituito con progetto dedicato dall’Unione dei Comuni. «Siamo molto soddisfatti – sottolinea la vicepresidente, Rossana Ledda – anche a fronte del nuovo finanziamento di 8 mila euro che, senza dubbio, consentirà di proseguire e potenziare le attività. Si è lavorato molto per arrivare a questo risultato. La condivisione delle esperienze, da parte dei soggetti interessati, è servita a mettere in piedi uno strumento utile per le mamme, i papà e i loro figli». Dal prossimo settembre verranno avviati seminari formativi specifici rivolti ai genitori degli alunni che frequentano gli istituti scolastici del circondario. «Saranno divisi per fasce d’età – afferma Monica Sanna –. Quelli da 0 a 3 anni iscritti all’asilo nido, dai 3 ai 6 della scuola dell’infanzia, 6-11 primaria e 11-14 secondaria di primo grado. Per quanto riguarda l’immediato futuro sono previsti “incontri di spazio neutro”. Si tratta di un servizio per l’esercizio del diritto di visita e di relazione il cui obiettivo generale è il riavvicinamento emotivo e relazionale tra genitori, o adulti di riferimento, e la prole nel caso in cui ci si trovi davanti a casi di separazioni o divorzi conflittuali. Affidamento o altre vicende di grave e profonda crisi familiare». In realtà, questo percorso specifico era già stato avviato nel territorio nel 2012 e poi lasciato un po’ in stand by. Nel programma gestito da un’equipe multidisciplinare rientra, inoltre, la mediazione familiare atta a favorire una buona cultura separativa in situazioni di conflitto. L’obiettivo è promuovere il riconoscimento della continuità dei legami genitoriali, della collaborazione e della comunicazione per mantenere stabili e significativi rapporti con i figli. «Siamo consci – conclude Rossana Ledda – che si farà un lavoro di rete capace di portare all’allargamento dei servizi per il benessere generale dei nuclei familiari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes