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cronaca

“Il popolo del Bronzo 2.0” Torpé punta sulla cultura

Trasferita nei locali del nuovo Museo civico la mostra archeologica permanente Esposti a grandezza naturale i nuragici riprodotti dopo una rigorosa ricerca


28 luglio 2021 di Sergio Secci


TORPÈ. Dopo l’istituzione del museo civico con l’approvazione in giunta e consiglio comunale, l’assessorato alla cultura guidato da Marco Zirottu, ha lavorato alacremente per trasferire nel nuovo Museo civico, la mostra permanente “Il popolo di Bronzo 2.0” opera unica realizzata dall’artista Angela Demontis. Un lavoro diventato di proprietà esclusiva del Comune (se ne trova un'altra copia a Cagliari) presentato l’anno scorso al Ceas ingrandito con nuove statue e altro materiale grazie ad una ricerca storica più accurata. Presto ci sarà quindi l’inaugurazione ufficiale e l’apertura al pubblico di un lavoro che grazie ad un percorso di studio caratterizzato da rigore filologico e immaginazione, ha portato all'analisi di centinaia di bronzetti nuragici rivenuti in tutta l'Isola. L'esposizione riporta il visitatore indietro di migliaia di anni, mostrando la popolazione della Sardegna con riproduzioni a grandezza naturale degli uomini e delle donne del periodo nuragico con i loro vestiti, armi, accessori e gioielli rigorosamente artigianali, realizzati con materiali, colori e tecniche plausibili e in uso nell'antichità. «Si tratta – spiega l’assessore – di un percorso corredato da numerosi pannelli esplicativi per adulti e bambini, atto a guidare il pubblico con l'assistenza di personale preparato, in questo affascinante viaggio nell'età del Bronzo». La mostra, trasferita al Museo civico che si trova accanto al Centro educativo ambientale, si snoderà tra la sala multimediale e un percorso corredato da pannelli esplicativi in grado di soddisfare in più lingue la curiosità e l’interesse di appassionati e visitatori. Torpè e la sua amministrazione puntano quindi sull’archeologia per richiamare visitatori potendo contare anche sulle visite al sito del nuraghe San Pietro e alle domus de janas. L’area archeologica in cui sorge il nuraghe si trova su un’altura vicino alla strada provinciale, nella piana di natura alluvionale del fiume. Sicuramente uno dei monumenti preistorici più importanti della Baronia, oltre che per la sua mole per la sua storia e per i numerosi oggetti in ceramica e in bronzo rinvenuti durante gli scavi archeologici degli anni ’80. Si tratta di un nuraghe complesso di tipo quadrilobato con villaggio annesso di età romana. Il sito è gestito dall’associazione culturale Sardus Pater, che da anni lo rende fruibile a tutti e soprattutto a chi è appassionato di storia. Un impegno, quello dell’amministrazione comunale, teso a spostare i turisti dai paesi costieri e indirizzarli verso le tante strutture ricettive turistiche locali all’interno del parco Tepilora e della Riserva di Biosfera Mab Unesco.

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