Il virus riprende a correre a Macomer e Silanus

L’incremento settimanale dei positivi passa da 2 a 19 casi e inizia a preoccupare I sindaci: «Percentuali che invitano alla prudenza e al rispetto delle regole»

MACOMER. In una settimana i contagi sono passati da 2 a 19. E così la città di Macomer si ritrova costretta, suo malgrado, a fare i conti col Covid. Non si registravano positivi da oltre due mesi, esattamente dal 19 maggio scorso. «Una tregua non molto lunga» ha scritto pochi giorni fa in un post su facebook il sindaco, Antonio Succu. Nel messaggio alla popolazione non aveva nascosto la paura per un possibile incremento del numero degli infetti e così è stato. Gli ultimi dati ufficiali, inseriti sulla piattaforma regionale lunedì 26 luglio, parlavano anche di 15 cittadini in quarantena. «Percentuali preoccupanti che invitano alla prudenza e al rispetto delle regole» ha commentato il primo cittadino. Parrebbe, dunque, che la variante Delta abbia raggiunto il Marghine dove da domenica si registra un caso pure nel limitrofo Comune di Silanus. «Il tracciamento eseguito – ha precisato il sindaco, Gian Pietro Arca – ha fatto emergere come non vi siano stati contatti con altri concittadini. Il soggetto si trova in isolamento e la situazione viene monitorata costantemente e tenuta sotto controllo». Arca non ha mancato di fare appello alla sua comunità, richiamandola a rispettare le norme di prevenzione. «Continuiamo a indossare la mascherina quando necessario, evitiamo gli assembramenti e igienizziamo spesso le mani». Queste le parole che da oltre un anno vengono ripetute come un mantra. Nel piccolo centro è ancora vivo il ricordo del dilagare dell’infezione che aveva contagiato più di 200 abitanti e costretto il Comune a imporre ferree misure anti Covid. Il confinamento era stato imposto per settimane, unico antidoto alla corsa inarrestabile del Sars-Cov 2. Ma la pandemia ha portato con sé anche la vita di alcuni abitanti. A un certo punto in paese alla conta dei malati si era affiancata quella delle persone decedute. Memori di ciò, non bisogna abbassare la guardia. La variante indiana sta circolando ovunque nell’isola. Stavolta sono i giovani a essere più colpiti. La fascia d’età si è abbassata rispetto alle ondate precedenti. «A fronte dell’alta contagiosità si raccomanda, in particolare ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze, di non sottovalutare eventuali sintomi e di attenersi alle direttive anti coronavirus» ha concluso Antonio Succu. I report quotidiani, tanto a livello nazionale quanto regionale, dimostrano che a finire in ospedale sono, nella stragrande maggioranza delle volte, i non vaccinati. Da qui l’invito di amministratori locali e sanitari affinché coloro che ancora non lo hanno fatto, aderiscano alla campagna di immunizzazione.

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