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Odissea di un ragazzo al Pronto soccorso

Odissea di un ragazzo al Pronto soccorso

IRGOLI. Undici ore al Pronto soccorso dell’ospedale San Francesco di Nuoro. Un’odissea di un giovane, raccontata dalla madre. «Mio figlio è arrivato con l’ambulanza alle 2 di notte di sabato, per una...

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IRGOLI. Undici ore al Pronto soccorso dell’ospedale San Francesco di Nuoro. Un’odissea di un giovane, raccontata dalla madre. «Mio figlio è arrivato con l’ambulanza alle 2 di notte di sabato, per una sospetta appendicite. Non mi hanno fatto entrare per via delle regole imposte dal Covid, nonostante siamo entrambi vaccinati. Triage, e dopo tre ore lo mandano in Urologia. Lo visitano ma per secondo loro non ha niente. Decidono di fare una ecografia dopo la visita chirurgica, è domenica e non c'è tecnico ecografo e devono chiamare il reperibile. Sono ormai le 8 40 di domenica mattina. Mio figlio ha sempre i dolori e dagli esami risulta ci sia una infezione. Alle 10 dopo le nostre proteste e la minaccia di chiamare i carabinieri, viene fatta l'ecografia. Saliamo in Chirurgia dove c'è un solo medico, che tra l'altro viene interpellato da diversi reparti per consulti vari. Dopo la diagnosi mio figlio sceglie di fare la terapia a casa. Tutto questo alle 12. 30 di domenica dopo quasi 11 ore di Pronto soccorso. Mi chiedo quale mente organizzativa crei tutto questo, hanno distrutto nel giro di pochi anni un ospedale che con tutte le problematiche, era comunque un punto di riferimento sicuro».(n.mugg)

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